Alfa Romeo nei rally raccontata da Biasioli

Alfa Romeo nei rally raccontata da Biasioli

Il magnifico libro di Antonio Biasioli.

Dopo Lancia Stratos la regina dei rally, Opel Kadett GT/E funny car e Fiat 124 berlina e spider da corsa ecco la quarta monografia di Antonio Biasioli, dedicata questa volta ad una casa automobilistica l’Alfa Romeo. Alfa Romeo nei rally è un’altra fatica di Antonio Biasioli, e, come lo stesso autore dice, è un omaggio a tutte quelle vetture del Biscione, nate per la velocità pura, che hanno calcato la scena dei rally, suscitando gioiosi fremiti e raccogliendo ottime soddisfazioni, con piloti come Arnaldo Cavallari, Luciano Trombotto, Federico Ormezzano, Maurizio Verini, Amilcare Ballestrieri e tanti meno conosciuti.

Ampio spazio è dedicato agli uomini e ai team che hanno guidato le Alfa Romeo, dalle strade innevate di Monte-Carlo agli sterrati delle prime edizioni del Rally di Sicilia. Ricco di storie, ricchissimo di foto in bianco e nero e a colori. Pagina dopo pagina si ripercorre la storia delle Alfa Romeo nei rally, dalla Giulia all’ Alfasud, ma sopratutto le vicende rallystiche dell’ Alfetta GT e GTV. Il libro in lingua italiana e inglese è in tiratura limitata di cinquecento copie, più cinquanta numerate e autografate dall’autore.

Insomma, ancora una volta un libro imperdibile per gli appassionati della specialità e del Quadrifoglio, pensato, scritto ed impaginato da un grande e competente appassionato. Ne è nato un volume che ha soddisfatto le attese, come già in passato Biasioli ha dimostrato di sapere fare, ricco di storie, ricchissimo di foto in bianco e nero e a colori, ancora una volta un libro imperdibile per gli appassionati della specialità e del Quadrifoglio, pensato, scritto ed impaginato da un appassionato. “Alfa Romeo nei rally” è imperdibile anche per gli amici modellisti per i tanti spunti che da per la realizzazione di miniature inedite.

Durante la sua storia, l’Alfa Romeo ha partecipato con successo a molte categorie di competizioni automobilistiche, inclusi molti Gran Premi, la Formula 1, i Campionati Sport Prototipo, Turismo e Rally. Per la cronaca, la Casa del Biscione debuttò nelle competizioni automobilistiche nel 1911 con due Alfa 24 HP guidate da Franchini e Ronzoni. Alcuni esemplari del modello furono infatti iscritti alla Targa Florio ma senza successo, ed i risultati deludenti furono poi ripetuti anche l’anno seguente. I rally arriveranno, in forma ufficiale, solo negli anni Sessanta. Nel 1964, per la precisione.

L’Alfa Romeo torna in Formula 1 proprio negli anni Sessanta fornendo ad alcune squadre il propulsore senza, però, partecipare al Campionato Marche. Il motore destinato a questo campionato era un quattro cilindri in linea e venne installato su vetture LDS, Cooper e De Tomaso. Gli anni Sessanta sono soprattutto caratterizzati dai primi successi nei Campionati Turismo. Una delle strategie di mercato più amate dal marchio dell’Alfa Romeo è stata quella di partecipare ai campionati per vetture derivate da quelle di serie, in modo da pubblicizzare efficacemente le proprie auto.

Alfa Romeo dalla Giulia all’Alfetta GTV

È ben noto infatti lo slogan sulla Giulia che recitava: “Giulia, la berlina che vince le corse“. Le vittorie in questa categoria iniziarono con la Giulia GTA e proseguirono con le sue versioni successive. Con queste vetture l’Alfa Romeo vinse infatti sei campionati europei turismo (1966, 1967, 1969, 1970, 1971 e 1972) con piloti di primo piano, su tutti Andrea De Adamich. La GTA vinse anche il campionato inaugurale Trans-Am del 1966, organizzato dal Sports Car Club of America, con alla guida Horst Kwech e Gaston Andrey.

Dopo lo stop forzato per via del secondo conflitto mondiale, l’Alfa Romeo riprese il 6 marzo 1963 la sua attività agonistica nella categoria degli sport prototipi con la nascita dell’Autodelta, diretta da Carlo Chiti. Le prime rivalità si ebbero soprattutto con la Porsche, che schierava la 904, mentre la casa milanese fece scendere in pista la Giulia TZ. Nonostante gli sforzi, però, gli avversari rimanevano superiori all’Alfa Romeo, e così Chiti progettò la famosa Tipo 33, prima con motore V8 e poi col celeberrimo 12 cilindri boxer. In questa categoria, la Giulia TZ conquistò tre gare minori. Questa vettura fu il primo modello che venne preparato dall’Autodelta.

Nel 1964 il Biscione iniziò a partecipare ufficialmente alle corse rallistiche esordendo la Giulia TZ. Fu presa questa decisione per contrastare l’adesione a questo tipo di competizione della Fiat e della Lancia che partecipavano alle gare con, rispettivamente, la Fiat 124 Abarth Rally e la Lancia Fulvia Coupé HF. Negli anni seguenti l’Alfa Romeo prese parte ai rally anche con la Giulia TI e la Giulia GTA. In questo decennio, l’Alfa Romeo conquistò la Coupe des Alpes nel 1964 e nel 1965. Negli anni Settanta continuò la partecipazione ai rally: l’Autodelta mise in campo, per il Gruppo 1, l’Alfasud TI, e per il Gruppo 2, l’Alfetta GT e GTV.

Inizialmente i modelli montavano un motore aspirato che derivava da quello della GTA. In questo decennio, al campionato del mondo rally, le vetture della casa automobilistica del Biscione si piazzarono al decimo posto nel 1975, al dodicesimo posto nel 1976 ed al quattordicesimo posto nel 1978. Nel 1975 conquistarono però il primo posto nella propria categoria, vincendo all’Elba, in Costa Brava ed in Corsica. Anche negli anni Ottanta prosegue la partecipazione di Alfa ai rally. Agli inizi del decennio l’Alfetta GTV venne omologata per il Gruppo 4, con la denominazione “Turbodelta”, poiché fu raggiunto un numero sufficiente di esemplari di serie costruiti.

La versione da competizione ottenne discreti risultati, senza però riuscire ad essere competitiva come i modelli precedenti, e concluse la carriera con la vittoria al Rally del Danubio. Nel 1986 la GTV venne rimpiazzata dal modello GTV6, omologato per il Gruppo A. Era una delle macchine più veloci della categoria. La Fia la spostò però nel Gruppo B alla fine del 1986, e quindi dovette far i conti con le ben più prestanti vetture di questa categoria che, dotate di potenze esorbitanti e trazione integrale, misero in ombra il modello dell’Alfa Romeo. Nonostante tutto, la Casa del Biscione riuscì ad ottenere il terzo posto al rally di Corsica dello stesso anno. Altre vetture impiegate nei rally furono la 75 e la 33.

Nel Campionato del Mondo Rally le vetture della casa automobilistica del Biscione si piazzarono al decimo posto nel 1984 ed al quattordicesimo nel 1985. Per quanto riguarda i rally, il capitolo si chiuse con la fine degli anni Ottanta, con la vittoria del Giro Automobilistico d’Italia del 1988 grazie all’Alfa Romeo 75 Evoluzione IMSA, condotta da diversi piloti di grande fama, tra cui il campione del Mondo di Formula 1 Mario Andretti, e gli allora piloti di Formula 1 Riccardo Patrese, Alessandro Nannini, Nicola Larini, Jacques Laffite e Paolo Barilla, così come il rallysta Dario Cerrato.

la scheda

ALFA ROMEO NEI RALLY

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 160

Immagini: oltre 400 foto

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 40 euro

ISBN: 978-8-8889395-0-6

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