Alpine Renault A110 les bleues italiennes

Alpine Renault A110 les bleues italiennes

La copertina del libro di Panarotto.

In Alpine Renault A110 Les bleues italiennes, Francesco Panarotto si è divertito non poco. Nata nel 1962, la Alpine Renault A110 dimostra fin da subito la propria vocazione sportiva impegnandosi in gare in pista e su strada. Grazie al progressivo aumento della cilindrata dei motori Renault che la equipaggiano, passati dai 956 centimetri cubi della presentazione ai 1800 cc delle versioni elaborate negli anni Settanta, la berlinetta francese conquista innumerevoli vittorie in ogni parte del mondo.

La formidabile squadra ufficiale trionfa nella prima edizione del Campionato del Mondo Rally rendendo familiare la sinuosa sagoma blu della A110 a tutti gli appassionati. Anche in Italia, a partire dal 1970, le piccole granturismo francesi cominciano ad imporsi su tutti i terreni di gara, dalle veloci e nervose corse in salita alle lunghe e non meno veloci gare sui circuiti stradali, dalle fangose prove speciali dei rally ai nastri d’asfalto degli autodromi italiani.

Celebri diventano le vetture schierate dalla Giada Auto, emanazione sportiva della Renault Italia, o elaborate da Audisio & Benvenuto, Varese, Terrosi e molti altri preparatori che si cimentano nell’elaborazione dell’Alpine Renault A110. Le imprese e le vittorie delle berlinette francesi alla Targa Florio, al Giro d’Italia Automobilistico e nelle altre corse italiane vengono ricordate grazie a “Alpine Renault A110 – Les Bleues Italiennes”, un volume di duecentocinquanta pagine riccamente illustrato con immagini in gran parte inedite.

Il libro si propone, attraverso una rigorosa ricerca storica ed un’accurata selezione fotografica, di ripercorrere puntualmente l’epopea sportiva di una vettura rimasta sicuramente nel cuore di molti appassionati, grazie anche alla collaborazione del Club Renault Alpine Gordini Italia. Italiana non è soltanto la lingua in cui è scritto il volume, ma legati alle vicende agonistiche tricolori sono anche i temi trattati al suo interno.

Dopo un doveroso capitolo iniziale di ispirazione “francese”, dove viene affrontata l’epopea industriale e sportiva del marchio Alpine in terra d’oltralpe dalla nascita fino alla conquista dell’ambito Campionato del Mondo Rally, il proseguo del libro affronta per la prima volta in maniera organica le vicende sportive delle formidabili “berlinette” impegnate nelle gare italiane, affidate a piloti italiani e curate da preparatori italiani.

Alpine Renault A110 al Mugello e alla Targa Florio

I leggendari grandi circuiti stradali come il Mugello e la Targa Florio, le mitiche cronoscalate Trento-Bondone e Bolzano-Mendola, i veloci autodromi di Monza e Imola, le strade polverose del Rally di Sanremo e di quello di San Martino di Castrozza, le gare di velocità su ghiaccio e gli slalom in salita. Non c’è un teatro agonistico italiano che le Alpine Renault A110 non abbiano calcato con successo nel corso della loro ventennale carriera che dall’esordio nel 1970 si protrae fino al 1990.

In appendice un capitolo dedicato alle A110 del nuovo millennio e ai loro appassionati proprietari, uniti sotto la bandiera del Club Renault Alpine Gordini Italia, che patrocina il volume. Un volume a dir poco entusiasmante che racconta tutte ma proprio tutte le Alpine Renault A110 italiane. Una monografia che senza timore di smentita può essere definita completa ed esaustiva sulle A110 che hanno corso in Italia. I francesi hanno pubblicato molti libri, anche molto interessanti, sulla A110, ma nulla simile a questo libro e, in ogni caso, è difficile immaginare di meglio.

Panarotto racconta la storia della “berlinetta terribile” a 360 gradi ricercando da vero segugio tutte le tracce lasciate dalle A110 italiane su tutte le piste della penisola. Il libro è superlativo anche per quel che riguarda l’impaginazione, considerata la mole di materiale sulla quale ha dovuto lavorare, arricchito di foto inedite legate anche alle varie edizioni della Targa Florio, protagonista insieme ad altre importanti competizioni in quest’opera.

La A110 nasce nel 1962 come sostituta della A108, che comunque rimane ancora in listino per un anno in Francia, mentre viene prodotta su licenza in altri Paesi per ancora qualche anno. Rispetto alla A108, la A110 condivide le linee generali della carrozzeria, realizzata in vetroresina. Se ne differenzia esternamente per il disegno del padiglione e della coda, resi più sportivi e più estremi nel design, ma anche per il frontale a doppi fari carenati.

Meccanicamente, invece, la A110 è completamente nuova: nuovo fu il telaio utilizzato per la sua realizzazione, sebbene sia anch’esso a trave centrale come nel caso dell’antenata, e nuova è la meccanica adottata, proveniente dall’allora neonata Renault 8 ed inizialmente consistente in un motore a 4 cilindri da 956 cc, in grado di erogare 50 cavalli di potenza massima. Con quest’unità motrice, la A110 sfiora i 160 chilometri orari. Nel corso della sua storia, la A110 adotta svariate motorizzazioni, tutte provenienti dalla produzione Renault di serie, fino ad arrivare ad un propulsore da 1.8 litri, non montato sulle vetture di serie.

La A110 è la più conosciuta e apprezzata Alpine-Renault

La A110 è stata sicuramente la più famosa tra le Alpine, grazie ai suoi innumerevoli successi in tutto il mondo. Appena nata, infatti, la A110 viene immediatamente introdotta sui tracciati di gara e subito comincia a farsi conoscere riscuotendo numerosi successi. La A110, specie nelle prime versioni, quelle con motorizzazioni minori, fa anche da “scuola” per numerosi aspiranti piloti, alcuni dei quali emergono e diventano assai famosi, come per esempio il brasiliano Emerson Fittipaldi, poi approdato in Formula 1.

Dopo i primi successi, più che altro circoscritti quasi all’ambito nazionale, la A110 subisce nel 1964 il primo trapianto di motore, passando all’unità da 1108 cc proveniente dalla R8 Major ed in grado di erogare 60 cavalli di potenza, divenuti in seguito 86. Nel 1967, la A110 beneficia del motore da 1255 centimetri cubi, che un paio di anni dopo verrà montato anche sulla R12. Questo motore eroga 95 cavalli. Sono esistiti altri due motori di cilindrata simile, 1296 e 1289 cc, in grado di erogare 72 e 110 cavalli. Grazie a questi propulsori la A110 comincia ad imporsi all’attenzione di tutti, affermandosi di continuo in numerosi rally.

Il passo definitivo avviene nel 1969, quando la A110 adotta il motore da 1565 cc già montato sulla R16 ed elaborato in modo da raggiungere potenze comprese tra gli 83 ed i 148 cavalli. In questo modo, la A110 raggiunge velocità massime nell’ordine dei 210–215 chilometri orari. Con questo propulsore la vettura ottiene successi di portata storica, primo fra tutti il titolo dell’allora neonato Mondiale Marche 1973. In seguito, la A110 riceve due nuovi propulsori, da 1605 e da 1647 cc, in grado di sviluppare rispettivamente 127 e 95 cavalli.

Alpine Renault A110 – Les bleues italiennes” inizia proprio con una dedica alla Targa Florio, la copertina è uno splendido quadro di Gabriele Guidetti, che interpreta da par suo l’A110 numero 178 di Poker-Fasan alla Targa del 1973. Non a caso, il libro chiude ricordando la Targa Florio con un coffret riprodotto rigorosamente in 110 esemplari contenente tre A110 che hanno corso la Targa del 1973 in scala 1/43, alla cui realizzazione ha collaborato anche Targapedia.

la scheda

ALPINE RENAULT A110 – LES BLUES ITALIENNES

Autori: Francesco Panarotto

Copertina: rigida

Pagine: 250

Immagini: 500 a colori, 200 in bianco e nero

Formato: 28 x 24 centimetri

Editore: Unit

Prezzo: 50 euro, 240 euro con modellini auto

Peso: 540 grammi

ISBN: 978-8-8791170-9-8

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