MemoRally: l’agenda che corre con te

MemoRally

MemoRally 2019 è l’agenda che corre con te.

MemoRally 2019 è l’agenda dedicata esclusivamente ai rally, ai rallysti e a tutti gli appassionati della specialità regina delle corse su strada. Nasce da una “pazza” idea di due conosciuti e apprezzati giornalisti del settore: Marco Cariati, ex direttore di Calabria Motori, per oltre tre lustri firma della redazione di TuttoRally+, Grace Classic & sport cars, Rally & Motori, direttore di Libri di Rally Blog e firma di quotidiani e riviste sportive come RS, e il “cantastorie” Guido Rancati, per quarant’anni inviato nel WRC per i più importanti giornali nazionali, come Gazzetta dello Sport, TuttoSport, Corriere dello Sport, Autosprint, Rombo, ControSterzo…

Per la realizzazione di MemoRally, i due giornalisti che hanno firmato pagine importanti della storia sportiva automobilistica italiana, hanno deciso di azzerare le rispettive esperienze professionali e avviare un “gioco” da appassionati per appassionati. In pratica, una serata in pizzeria nella tiepida Sanremo di metà maggio diventa la location ideale per iniziare a tirare fuori una serie di ricordi e scambiarsi degli aneddoti. Ovvio che anche i giornalisti fanno pettegolezzo… Con la scusa del “ti ricordi di” e “lo sai che”, i due iniziano a sfornare “pillole” di storia del loro amato sport.

Vanno avanti tutta la serata tra pizza e birra. A fine serata, si chiedono: “Ma come le raccontiamo queste cose? Non in un libro. Ormai tutti fanno libri…”. Il giorno successivo il “gioco” riprende e nasce l’idea dell’agenda. Nel tragitto si unisce anche Gianluca Nataloni, che con la sua competenza ha curato l’editing di questa prima edizione dell’agenda del rallysta: MemoRally 2019. Gli aneddotti e le storielle, come anche le ricorrenze, risalgono in modo vorticoso il tunnel dei ricordi e, dopo ricerche e verifiche, confluiscono tutti nel “progetto MemoRally”. Una dietro l’altra: decine, centinaia.

“Quest’agenda l’abbiamo voluta concepire con un doppio criterio. Innanzitutto doveva essere un’agenda vera, quindi offrire la possibilità di sfruttarla come tale per appunti, note ed altro, e poi non doveva contenere informazioni inutili”, spiega Marco Cariati, che aggiunge: “Qualcuno ci aveva suggerito di inserire indirizzi e numeri di telefono delle federazioni e degli Automobile Club Provinciali, ma anche altre “genialiate” da scienziato. Però, ci siamo chiesti: ma secondo te qualcuno usa l’agenda per chiamare in Aci? E ci siamo messi a sghignazzare. La domanda successiva è stata. Cosa piace agli appassionati? E ci siamo risposti senza risponderci. Poi, pancia a terra a lavoro. Ammetto che in alcuni momenti, quando affondavo l’acceleratore sulle tempistiche, ho temuto che Guido mi mandasse a quel paese… Invece, dall’altra parte ho sempre trovato una risposta prontissima. Quasi da WRC Plus.

Quindi, nasce MemoRally edizione 2019. Si tratta di un utile, elegante e resistente strumento da lavoro e anche da collezione per avere i rally sempre a fianco. In auto, in pullman, in ufficio. Ogni volta che appunterete un impegno, un’idea, un pensiero, scoprirete una “pillola di passione”, una statistica, una foto, una frase sentita in un parco assitenza o ad un controllo orario. Su MemoRally troverete aneddoti, curiosità, informazioni, ricorrenze, anniversari, oltre che delle imperdibili gallerie fotografiche dedicate alla storia dei rally, di Fiat, di Lancia, o dell’Audi e della Mini… Piloti, copiloti, manager, vetture e gare. Italiani e stranieri. Curiosità e storielle su Colin McRae, Richard Burns, Walter Rohrl, piuttosto che su Ott Tanak, Paolo Andreucci, Adartico Vudafieri, fino ad Arnaldo Cavallari. Ma anche curiosità su rally, come Monte-Carlo, Svezia, Finlandia, Sanremo, eccetera,. Senza dimenticare le Alpine-Renault, le Lancia, le Audi, le Mini…

La storia dei rally in un’agenda, piccola media, grandiosa

Un modo per far diventare ancor più utile la tua agenda, che in ogni caso è uno strumento di lavoro importante. Frammenti di ricordi e flashback ti riportano a vivere quasi quotidianamente l’atmosfera di diverse epoche rallystiche. L’edizione 2019 di MemoRally è speciale perché gran parte delle gallerie fotografiche all’interno dell’agenda sono dedicate alla storia della Lancia, o meglio delle Lancia da rally. “Quando abbozzavamo il “progetto MemoRally”, con Marco Cariati ci siamo subito ricordati che, se il 2018 era il trentesimo anniversario del primo titolo iridato vinto da Miki Biasion, il 2019 sarebbe stato l’anno del trentesimo anniversario e del secondo e ultimo titolo iridato vinto dal campione di Bassano del Grappa. Ma non solo. Sappiamo che il 2019 sarà un anno cruciale per il marchio Lancia, che periodicamente qualcuno tenta inspiegabilmente di demolire”, spiega Guido Rancati.

MemoRally: l'agenda che corre con te

La retrocopertina dell’agenda con copertina rigida.

Per fortuna, la forza della tradizione e di una stupenda storia consente alla Lancia di sopravvivere ancora. Siccome questa storia tricolore scritta da uomini fantastici e geniali sia nei loro pregi sia nei loro difetti, fa parte anche della storia personale e professionale dei due autori dell’agenda, è stato inevitabile aderire al richiamo dell’appello #SaveLancia. Non solo Lancia, comunque, ma anche gallerie di immagini dedicate all’Audi Quattro, alle Mini della BMC. “La retrocopertina dell’agenda in formato tascabile e l’ultima galleria delle agende informato medio sono dedicate a Fabrizia Pons e Michèle Mouton. Sono fan della Pons da sempre, non ne potevo fare a meno”, rivela Cariati.

All’interno di tutte le MemoRally non si trovano solo flashback e brevi ricordi, ma anche articoli più approfonditi, visto che leggere un po’ di più non fa mai male. Ho scritto “le MemoRally”. Esatto. Le agende sono tre: due versione differenti dal formato medio (15 x 22 centimetri), una copertina rigida, elegantissima, resistente, con una stampa di altissima qualità, e un’altra con la copertina morbida, identica ma più economica. E poi ce n’è una per ragazzi che vanno a scuola che ha un formato tascabile (10 x 17 centimetri), bella, resistente, con una stampa di alta qualità e copertina morbida. Tutte le agende hanno quattrocento pagine e ogni settimana è un tuffo tra ricordi e situazioni divertenti.

Se è di tuo gradimento, a giorni potrai acquistare il formato tascabile e quello medio a copertina morbida su Amazon, sempre attraverso il blog “Libri di Rally” e sempre con le garanzie e la formula soddisfatti o rimborsati. Al fondo della scheda troverai l’apposita finestra per procedere all’acquisto. Momentaneamente è disponibile solo la versione top, con hardcover e stampa di altassima qualità.

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Dicono dell’agenda

Rallyssimo

La recensione di MemoRally 2019 su Rallyssimo.it

Motorsport.com

La recensione di MemoRally 2019 sul’edizione svizzera di Motorsport.com.

Motorsport.com

La recensione di MemoRally 2019 sull’edizione italiana di Motorsport.com.

 

 

 

 

 

 

 

la scheda

MEMORALLY – L’AGENDA CHE CORRE CON TE

Autori: Marco Cariati, Guido Rancati

Editing: Gianluca Nataloni

Collana: Storie di Rally

Copertina: rigida o morbida, a scelta

Pagine: 392

Immagini: circa 30 in bianco e nero

Dimensioni: 15,24 x 22,86 centimetri (formato medio), 10,79 x 17,46 (formato tascabile)

Editore: Lulu

Prezzo: 30 euro (copertina rigida), 20 euro (copertina morbida), 18 euro (tascabile)

Peso: 800 grammi (copertina rigida), 600 grammi (copertina morbida), 400 grammi (tascabile)

ISBN: 978-0-2441176-7-2 (copertina rigida), 978-0-2441188-1-5 (copertina morbida), 978-0-2447191-5-9 (tascabile)

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Rallying 1977: per colmare il vuoto di una stagione unica

La copertina di Rallying 1977

La copertina di Rallying 1977.

Un’altra grande novità 2019 edita da McKlein Pubblishing si chiama Rallying 1977. I protagonisti della stagione rally internazionale del 1977 sono stati la Fiat 131 Abarth, la Ford Escort RS1800, la Lancia Stratos, la Opel Kadett GT/ E, la Peugeot 504 V6 Coupés e la Toyota Celica 2000 GT. Questa è una stagione a cui fino ad ora mancava un buon annuario: Rallying 1977 si propone di colmare questa lacuna. L’annuario conta 500 pagine, ricco di immagini, con testi di John Davenport e immagini di McKlein. Sono inserite tutte e prove del WRC, così come i più importanti round dell’Europeo Rally e quelli che contavano per la Fia Cup for Drivers. Inoltre, ci sono gallerie dedicate alle auto più importanti nelle storie fotografiche. Un libro ideale per i collezionisti.

Cos’è successo in quel 1977? Il Campionato del Mondo Rally 1977 è la quinta stagione del WRC organizzato dalla Fia. Dal 1973 al 1976, il WRC aveva solo la classifica costruttori come validità. Da questa stagione, il punteggio viene modificato ad un più complesso sistema di punti, sia per il posizionamento globale che di gruppo. Una macchina deve entrare nella top ten assoluta per segnare punti. In aggiunta ai Costruttori per il campionato 1977 e 1978, la Fia inaugura l’aggiudicazione punti per la Coppa Fia Rally Piloti. Tutte le manifestazioni del WRC, in aggiunta ad altri eventi, valgono per la classifica piloti. Nel 1979, la Coppa Piloti viene assorbita dal WRC e diventa il Campionato del Mondo Rally Piloti.

Dopo tre anni di dominio della Lancia Stratos, la fine arriva veloce e in una curva inaspettata. Lancia è di proprietà di Fiat e la società decide di porre l’attenzione sulla promozione di un prodotto tradizionale, in questo caso la Fiat 131 Mirafiori. Con Lancia fuori strada, inizia la battaglia tra Fiat e Ford. Entrambi i Costruttori mettono in campo quelle che sono le tradizionali auto da rally, potenti berline a trazione posteriore con motore anteriore: 131 Abarth e Escort RS. Di norma la Fiat invia più piloti ai rally, ma la differenza di punti tra i due è irrisoria.

Per la prima volta un Campionato del Mondo Rally viene disputato in Nuova Zelanda, in un evento chiamato South Pacific Rally. Il campionato torna anche in Canada, che non viene toccato da due stagioni. Waldegard, che ha lasciato la Lancia nella stagione precedente, è senza dubbio il più forte pilota in circolazione, essendo l’unico a segnare più di una vittoria. Proprio come Munari lo era l’anno prima. Sfortunatamente, le imprese di Bjorn non sono sufficienti per vincere il titolo con Ford e anche la Fia Cup for Drivers viene inaugurata da Munari. La strategia Fiat di usare diversi specialisti in vari eventi fa sì che nessuno dei piloti Fiat possa vincere più di una volta, ma la squadra ottiene una vittoria in più della rivale Ford, che perde il titolo per soli quattro punti.

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la scheda

RALLYING 1977

Autori: John Davenport, Reinhard Klein

Copertina: rigida

Pagine: 512

Immagini: 560 a colori, 213 in bianco e nero

Dimensioni: 29,7 x 21 centimetri

Editore: McKlein Pubblishing

Prezzo: 119,90 euro

Peso: 3 chilogrammi

ISBN: 978-3-9471561-0-8

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Ford Escort, macchine vincenti: a cura di Davenport

Ford Escort A Winner's Car

La copertina di Ford Escort A Winner’s Car

Prima di presentarvi una delle ultime tre opere realizzate dal team McKlein Pubblishing vi racconto il retroscena. Ho appena finito di pubblicare la recensione dell’ultimo libro della loro collana, quello dedicato ai rally del 1967, appunto Rallying 1967. Soddisfatto, apro la mail e scrivo a Daniel Klein per avvisarlo, anche se lui già lo sapeva visto che è iscritto alla newsletter del blog e riceve tutte le mail sulle novità. Lo informo anche di altre idee che ho e lui mi risponde inviandomi una nota riservata con le sue ultime tre pubblicazioni in rampa di lancio: Ford Escort Winners Car, Rallying 1977, e Rallying 2018. Quando si dice la tempestività…

Così, posso presentarti in anteprima assoluta questo bellissimo libro dedicato alle Ford Escort Mk1 e Mk2. La frase che ti accoglie in quest’opera che promette di essere straordinaria è di Markku Alén. Quando gli si chiede di riassumere in due parole la Ford Escort, Alén ne usa cinque: ‘È l’auto del vincitore’. Infatti, è l’auto a trazione posteriore che ha trionfato in tutto il mondo, dal 1970 fino ai rally della Coppa del Mondo, all’East African Safari, sulla neve svedese e sulle velocissime prove speciali della Finlandia. Nell’evento di casa, il Rac Rally, le versioni Mk1 e Mk2 si sono dimostrate invincibili per otto anni.

Ma non ci sono solo i successi di piloti come Roger Clark, Timo Mäkinen, Hannu Mikkola, Ari Vatanen, Markku Alén o Björn Waldegård ad aver reso famosa la Escort. La macchina è affidabile, facile da controllare e quasi più facile da riparare, ed è quindi anche l’auto preferita di molte dozzine di piloti privati di successo. La prova, se ce ne fosse bisogno, è che le Escort centrano i primi dieci posti al Rally di Scozia del 1973. In breve, quasi nessun’altra vettura influenza i rally o goduto di tanto successo quanto la Ford Escort. Questo libro di 264 pagine riassume la storia completa delle Escort Mk1 e Mk2 nei rally, dalla prima concept del 1967 fino al titolo nel Campionato del Mondo Rally del 1981.

L’autore, il ‘solito’ John Davenport – il primo a guidare la Escort al suo debutto rallystico cinquant’anni fa, ha parlato con ben oltre testimoni contemporanei e ha scritto la storia di questa macchina in modo completo. Davenport descrive lo sviluppo in ordine cronologico, ma alleggerito da commenti e aneddoti interessanti. I testi sono accompagnati da oltre 500 foto in parte inedite e in parte mai viste. Mostrano la Escort nel leggendario laboratorio di Boreham, durante i test di sviluppo e, soprattutto, in azione in un’ampia varietà di livree.

La prima serie della Ford Escort, nota anche come Escort Mk1, viene presentata nel gennaio 1968 al Salone dell’Automobile di Bruxelles. Viene prodotta negli stabilimenti britannici del gruppo Ford e, successivamente, dapprima in quelli belgi e poi in quelli tedeschi per i mercati con guida a sinistra, e si caratterizza per una linea abbastanza morbida, di vaga ispirazione americana. Disponibile inizialmente nelle versioni berlina 2 porte e berlina 4 porte, la nuova Escort punta sull’affidabilità della semplice ma robusta meccanica: un solido motore a 4 cilindri con albero a camme laterale e distribuzione ad aste e bilancieri con trazione posteriore, una solida sospensione posteriore ad assale rigido con balestre a foglia ed un classico cambio manuale a 4 marce.

La storia (in breve) della Ford Escort Mk1 e Mk2

La copertina della serie speciale di Ford Escort A Winner's Car

La copertina della serie speciale di Ford Escort A Winner’s Car

Completa il quadro un impianto frenante a tamburi sulle quattro ruote. Sul mercato raccoglie l’eredità della storica Ford Anglia. All’esordio la Escort è disponibile con due motori, uno di 940 cc da 44 cavalli e uno di 1098 cc da 53 cavalli, due carrozzerie e due allestimenti: base (solo 940 cc) e De Luxe (940 e 1100 cc). Pochi mesi dopo il lancio arriva anche una versione familiare a tre porte, col solo motore 1100, sia in versione base che De Luxe. All’inizio del 1969 vengono introdotte la Escort GT (berlina, sia a 2 che a 4 porte), mossa da un 4 cilindri di 12098 cc da 76 cavalli, e la Escort 1.3 De Luxe (berlina e giardinetta), con motore 1298 cc da 59 cavalli.

Nel 1970 esce la RS 1600 (berlina solo due porte), con motore bialbero di 1601 cc da 110 cavalli, destinata ad una clientela sportiva. È il primo modello Ford caratterizzato dalla sigla RS (Rallye Sport), che in seguito caratterizza vari altri modelli. Per soddisfare anche un’utenza meno esigente, nel 1971 arriva la più tranquilla ed economica Mexico (solo berlina due porte), con un motore monoalbero da 86 cavalli, 4 cilindri di 1601 cc. Le 1300 GT prima e le RS 1600 poi fanno da base alle versioni impiegate con successo: due titoli iridati nel World Rally Championship. La produzione della Escort Mk1 cessa nel 1975 con la nuova Ford Escort RS1800. Lo stesso anno debuttò la Mk2, ovvero la seconda serie.

La Escort 2, uscita nel gennaio 1975 e sviluppata principalmente a Colonia dalla Ford Germania, la Mk1 era stata concepita dalla filiale Ford inglese, conserva interamente la solida meccanica della serie precedente, abbinandola però ad una carrozzeria completamente nuova, almeno per le berline. Proprio l’estetica è la parte più controversa della vettura. Si presenta con linee tese e squadrate, secondo la moda, e una coda fortemente discendente, quasi una fastback, in realtà l’impostazione è a tre volumi, con bagagliaio separato dall’abitacolo, senza portellone, e lascia un po’ perplessi. La gamma delle versioni disponibili della Ford Escort Mk2 all’atto del suo debutto ufficiale (1975) era molto più articolata rispetto a quella della precedente versione, poiché essa era disponibile in tre varianti, sei allestimenti e ben cinque motorizzazioni.

L’ampiezza dell’offerta, unita alla tradizionale fama di robustezza e affidabilità, costituisce una delle carte vincenti del modello, anche se con prestazioni modeste in rapporto alla cilindrata e con una tenuta di strada scarsa sul bagnato. Questa caratteristica, dovuta alla trazione posteriore e al retrotreno a ponte rigido, comune anche alla Mk1, è resa più evidente dall’arrivo sul mercato di concorrenti a trazione anteriore e retrotreno a ruote indipendenti, come Fiat 128, Renault 14, Alfa Romeo Alfasud, o interconnesse, come la Volkswagen Golf, che avevano un comportamento migliore. Pochi mesi dopo il debutto fu presentata la versione RS 1800, con motore bialbero di 1834 cc e 115 cavalli. Questa versione fa da base per quella impiegata nel Mondiale Rally.

Nel 1977 un leggero restyling, fari quadrati per tutte le versioni (escluse le Sport) nuova mascherina con marchio Ford nell’Ovale blu, modifiche di dettaglio agli interni, interessa l’intera gamma, da cui sparisce l’allestimento base per la berlina. Vengono introdotte anche le varianti 1.3 L, berlina due e quattro porte, e Wagon 1.1 L, e viene lanciata la RS 2000, equipaggiata con un bialbero DOHC di 1993 cc da 130 cavalli. Basata sulla RS 1800, la RS 2000 ha un frontale più pronunciato e dotato di quattro fari circolari e paraurti neri integrati. La RS 2000 fa da base per la versione che, impiegata nel Campionato del Mondo Rally, vince il titolo nel 1979. La Mk2 esce di produzione nel 1980. Ma dovrebbe essere chiaro perché John Davenport ha deciso di dedicarli un libro…

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la scheda

FORD ESCORT WINNERS RALLY CAR

Autori: John Davenport, Reinhard Klein

Copertina: rigida

Pagine: 264

Immagini: 350 a colori, 156 in bianco e nero

Dimensioni: 24,5 x 30 centimetri

Editore: McKlein Pubblishing

Prezzo: 59,90 euro

Peso: 2,2 chilogrammi

ISBN: 978-3-9471560-8-5

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