70 Orlando R: il libro dedicato ad Orlando Redolfi

70 Orlando R, il libro di Sergio Remondino.

70 Orlando R, il libro di Sergio Remondino.

Orlando Redolfi non è un uomo che ha bisogno di presentazioni, ma sicuramente è uno di quegli uomini che aveva bisogno di un libro che ne tracciasse il prosieguo della sua prestigiosa attività sportiva dal cinquantottesimo al settantesimo anno d’età. Sì, perché la prima parte della storia di Orlando Redolfi è stata tracciata in un bel libro titolato ‘La Traiettoria: le trentacinque stagioni nell’automobilismo di Orlando Redolfi’, firmato da Paolo Calovolo e pubblicato nel 2006, con la prefazione di Roberto Calderoli.

Ma da quel momento ‘Orlando R.’ ne fa ancora di strada e continua a mietere successi, uno dietro l’altro, a volte in coppia, nei rally e in pista, confermando sempre più di essere il mago delle Porsche. “Ho conosciuto Orlando Redolfi al Rally di Alba del 1980 ed è uguale ad allora”. A scriverlo, questa volta, è Sergio Remondino nella prima riga della sua ultima fatica: 70 Orlando R. Il libro dedicato ai settant’anni del preparatore di Pedrengo, nel Bergamasco, che ripercorre in trecento e venti pagine la gloria delle vetture, dei piloti e dei meccanici che ogni giorno lavorano a fianco a lui.

Dodici anni che iniziano nel 2006 – stagione che vede le creature di Redolfi vincere due titoli nei rally, con dieci successi, e diciotto gare vinte in pista (Le Mans Endurance Series compresa) e otto nella velocità in salita – e arriva fino al 2018 con due titoli, due vittorie nei rally, venti in pista, e cinque successi in salita. Una storia, quella di questi ultimi dodici anni tracciati da una firma autorevole come quella del giornalista torinese, che non può prescindere (e, infatti, non lo fa) da quella precedente, che ha inizio nel 1967.

Sul finire degli anni Sessanta, quando giovanissimo e già molto promettente come meccanico, “l’Orlando” viene invitato a un corso tecnico di aggiornamento dalla Porsche, a Weissach. È la svolta decisiva, il primo capitolo di un’avventura meravigliosa destinata a proseguire con le prime preparazioni in proprio, i successi ottenuti con le sue vetture da Carlo Fabbri e Nick Busseni, quelli raggiunti guidando personalmente le proprie “belve”. Fino ai successi vissuti lavorando su Mercedes e Toyota: gli unici due Costruttori con i quali Redolfi ha scelto di lavorare al di fuori di Porsche, marchio al quale è legato da rapporto lungo quasi cinquant’anni.

Un libro da leggere con calma e con attenzione, da sfogliare per ammirare immagini straordinarie, per conoscere e comprendere in fondo la storia di un uomo che ha fatto la storia. Con le prime trenta pagine che grondano di storia e aneddoti, ricordi sui “suoi” piloti, come Christian “Toto” Wolff, poi divenuto top manager della Mercedes AMG F1 più volte campionessa del mondo. Uno di quei grandi protagonisti del circus della Formula 1 che al suo “vecchio maestro” ha pubblicamente dedicato un pensiero da incorniciare.

Gli insegnamenti di Orlando Redolfi in F1

“Da Orlando Redolfi ho imparato, correndo per il suo Team Autorlando Sport, gran parte del metodo che sto applicando in Mercedes AMG Formula 1: grande concretezza, lavoro incessante e assolute priorità agonistiche per poter disporre sempre di vetture veloci, competitive e vincenti!”, erano state le parole del dirigente Mercedes AMG. Pagine che passano attraverso l’incontro con Nick Busseni: “Ci siamo conosciuti qui da me, ha provato una delle mie Porsche e non ci siamo più lasciati”.

70 Orlando R. è il riconoscimento definitivo alle capacità e alla straordinaria passione per questo lavoro che Orlando Redolfi ha trasmesso alla figlia Rossella, oggi alla guida del ramo motorsport, mentre suo marito Ruben Gherardi da 20 anni è il responsabile dell’officina stradale dell’Autorlando Sport, spesso meta di pellegrinaggio degli amanti delle quattro ruote e dei porschisti disposti anche a sorbirsi viaggi di oltre 10 mila chilometri per far preparare la propria gran turismo dal “Preparatore per eccellenza”, come avvenuto per un appassionato giapponese, per uno australiano, per diversi americani e russi.

Amanti del volante e della storia dell’automobilismo che a Pedrengo si mischiano in officina ai clienti. Persone che spesso, entrando nella factory alle porte di Bergamo, non immaginano neppure di poter avere, grazie al senso dell’ospitalità semplicemente squisito di Orlando e Rossella Redolfi, la possibilità di compiere uno straordinario viaggio nella storia dell’auto sportiva. Scendere con loro, nella veste di straordinari Ciceroni nei depositi che ospitano decine di vetture preparate dal 1970 in poi, tra cui le “belve” che hanno reso famoso il preparatore lombardo e che Remondino racconta fotograficamente e tecnicamente nell’ultimo capitolo intitolato appunto: Le 14 auto di Orlando.

Racconti di mura che custodiscono un meraviglioso museo, che prima o poi potrebbe diventare realmente tale mettendo in mostra, le vetture con le quali grandi rallysti hanno dominato gare su asfalto e su terra, in mezzo mondo. Vetture come le Porsche 914/6, 911 SC e 924 Turbo Carrera GT, ma anche Celica ST185, fino alla gloriosa Mercedes 190 con la quale Orlando Redolfi in persona vinse una Coppa Italia. Memorie dalle quali è difficile separarsi, un po’ per gli abitacoli resi strettissimi dai roll-bar, ma anche per l’incredibile capacità di Redolfi di regalare emozioni in ogni parola pronunciata.

Gli ultimi dodici anni dell’attività sportiva di Redolfi sono inseparabili dai precedenti, perché annodano un’esperienza di lavoro lunghissima, frutto di continui aggiornamenti. Quegli stessi aggiornamenti che Orlando Redolfi era andato a cercare, appena diciannovenne in Germania e che poi, come si conviene ad un vero leader e non ad un semplice capo, è riuscito a trasmettere ai propri collaboratori. Insegnando loro come nessun traguardo sia irraggiungibile per chi ama il duro lavoro, la dedizione e la competenza. Come quella di Orlando Redolfi che da decenni continua a raggiungere limiti inavvicinabili per tutti gli altri. Il libro può essere ordinato tramite mail scrivendo all’indirizzo competizioni@orlandor.com o attraverso la pagina ufficiale Facebook 70 Orlando R.

la scheda

70 ORLANDO R

Autore: Sergio Remondino

Copertina: rigida

Pagine: 324

Immagini: circa 800 a colori

Dimensioni: 21 x 29,7 centimetri

Editore: ArtWork

Prezzo: 60 euro

Peso: 1,8 chilogrammi

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Quando Alitalia volava nei rally, frammenti di un’epoca

quando alitalia volava nei rally

Il libro dedicato al periodo di Alitalia nei rally come sponsor del reparto corse Lancia e Fiat.

Quello con Alitalia era un accordo che precorreva i tempi e per la prima volta nella storia delle corse di automobili presentava in gara vetture totalmente identificate coi colori dello sponsor”, scrive Cesare Fiorio, ex direttore sportivo della Squadra Corse Fiat, nel libro del giornalista Andrea Cordovani intitolato “Quando Alitalia volava nei rally” dedicato proprio all’epopea del reparto corse Fiat nel fortunato periodo della sponsorizzazione di Alitalia.

Questa moda è poi stata via via adottata da tutti diventando in seguito una costante. Anche Alitalia in quell’occasione precorreva i tempi insieme alla nostra squadra e inizialmente Lancia con la Stratos e successivamente Fiat con la 131 Abarth, ripagavano questa fiducia con la conquista dei titoli mondiali di quel periodo. Sicuramente si trattava di un approccio completamente nuovo delle sponsorizzazioni sportive che si dimostrarono talmente valide da essere poi universalmente adottate”, prosegue Fiorio nel libro.

Brividi, emozione, divertimento con la storia dei rally: un’epoca indimenticabile e irripetibile. In particolare quella che, tra il 1975 e il 1979 è stata “griffata” Alitalia con le Lancia Stratos e Beta coupè, le Fiat 131 Abarth, le Fiat Ritmo e in una occasione anche la Fiat 127. Numerose le vittorie adornate del logo con la inconfondibile “A” stilizzata creato nel 1969 dallo studio Landor di San Francisco e ritoccato leggermente solo nel 2005. La sponsorizzazione di Alitalia, allora azienda di Stato sotto il controllo dell’Iri, portò molta fortuna al reparto corse del Gruppo Fiat. In totale sono state trentacinque le vittorie, con tre titoli iridati marche e due piloti nel Campionato del Mondo Rally ed un titolo nel Campionato Italiano.

La Stratos deve la sua fama soprattutto grazie alle gesta di Sandro Munari e Bjorn Waldegaard, mentre protagonisti sull’inconsueta ma sorprendentemente vittoriosa Fiat 131 Abarth furono Walter Rohrl e Markku Alen. Lancia Beta Coupé e Fiat Ritmo furono invece le vetture-palestra per Mauro Pregliasco, Tony Carello, Attilio Bettega, i migliori interpreti italiani della specialità dell’epoca e negli anni a venire. La Beta Montecarlo “griffata” Alitalia vinse invece il Giro d’Italia 1979 con una coppia strepitosa: Walter Rohrl e Gilles Villeneuve.

Le più belle storie e le più importanti testimonianze sono state rivissute nel 2016 nell’affollatissima “Rally Legend Arena” di San Marino da un gruppo incredibile di campioni. Sul palco erano presenti: Markku Alen, Sandro Munari, Daniele Audetto, Timo Salonen, Simo Lampinen, Hans Thorszelius, Maurizio Verini, Mauro Pregliasco, Amilcare Ballestrieri, Arnaldo Bernacchini, Piero Sodano e Carlo Cavicchi, che hanno raccontato la storia e le imprese leggendarie di quel formidabile periodo.

Successivamente, le più belle e significative di queste storie sono state raccolte nel libro “Quando Alitalia volava nei rally”, scritto dal direttore di Autosprint Andrea Cordovani, presentato nell’occasione e il cui incasso viene interamente devoluto a favore delle popolazioni vittime del terremoto. Nel volume, acquistabile al prezzo di 25 euro, viene ripercorsa la sequenza straordinaria di vittorie, dall’esordio per la Stratos, con livrea Alitalia, al Monte-Carlo del 1975, alla conquista dei campionati del mondo sia per Lancia che per Fiat. Tante le fotografie e alcune anche esclusive.

la scheda

QUANDO ALITALIA VOLAVA NEI RALLY

Autore: Andrea Cordovani

Copertina: morbida

Pagine: 200

Immagini: 200 a colori e in bianco e nero

Formato: 21 x 21 centimetri

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 25 euro

Peso: 936 grammi

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Raab di passione, storie di casa nostra

Raab di passione

La copertina del libro dedicato al Raab.

Raab di passione. Passione di rally e di motori elaborati. Storie che arrivano dall’Alto Appennino Bolognese e che incantano, perché incantati sono quei periodi rimasti ormai solo nei libri di storia. Anni pionieristici, che anticipavano i rally di oggi, ma che godevano del tempo a loro disposizione. Raab di passione è il libro sulla storia di questa bellissima gara, il Rally Alto Appennino Bolognese, svolta a cavallo tra gli anni Settanta ed Ottanta. Per la precisione tra il 1976 e il 1985.

La prefazione dell’opera è a cura della prestigiosa firma di Carlo Cavicchi, e narrato da Andrea Cordovani in collaborazione Vito Piarulli: duecentoquaranta pagine a colori e in bianco e nero, con moltissime foto inedite, su cui restare a sognare per qualche ora. Raab di passione, la storia di come tutto ebbe inizio attraverso i racconti delle difficoltà dell’epoca, ma attraverso il palpabile e grande entusiasmo dei fratelli Cassarini ideatori ed organizzatori del rally.

All’interno del libro sono presenti pagine speciali dedicate a quattro personaggi di grandissimo spessore quali Attilio Bettega, Miki Biasion, Adartico Vudafieri ed Alessandro Nannini, la cui carriera, in qualche modo, prese il via proprio da questa gara. Non potevano mancare, e infatti non mancano, tantissimi aneddoti raccontati personalmente dai grandi rallysti del passato di quel periodo che vi parteciparono, da Magnani, che vinse la prima edizione, e dei vari vincitori successivi come Pasutti, Cola, Betti, Leoni, Busoni ed Allessandrini.

Pagina dopo pagina, questo affascinante viaggio corre fino ad Albano, Alberti, Bardelli, Bedini, Bentivogli, Biasuzzi, Cabianca, Caneva, Carini, Casarotto, Cavicchi, Celesia, Cesari, Crugnola, Cuccirelli, Dalla Pozza, Dus, Faber, Fasan, Giovanardi, Lipizer, Manfrinato, Marchiol, Mattiazzo, Mirri, Moscato, “Nico”, Fabbri, Pietropoli, Piva, Polese, “Ragastas”, Riva, “Robim”, Tacchinardi, Speranza, Taufer, Volli, Wiegand, Zordan, e tanti altri. Inoltre, è raccontata una bellissima storia legata a Nick “Sandy” Busseni, ed alla sua partecipazione all’edizione del 1979, oltre a quelle di illustri copiloti come Popi Amati. Il libro è stato realizzato in sole cinquecento copie.

la scheda

RAAB DI PASSIONE – 1976-1985 – TUTTO QUELLO CHE NON SAPETE SUL RALLY ALTO APPENNINO BOLOGNESE

Autore: Andrea Cordovani

Copertina: morbida

Pagine: 240

Immagini: 400 a colori, 300 in bianco e nero

Formato: 21,5 x 30 centimetri

Editore: Studiostampa

Prezzo: 35 euro

Peso: 1,3 chilogrammi

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