Cir Collection 2018: il report di Aci Sport sul Campionato Italiano Rally

La copertina di Cir Collection 2018
La copertina di Cir Collection 2018.

Si chiama Cir Collection 2018 ed è semplicemente la prima raccolta fotografica dedicata al Campionato Italiano Rally che ha assegnato l’undicesimo titolo Piloti in carriera a Paolo Andreucci e quello Costruttori a Ford, abbinata ai report di Aci Sport. Un’opera elegantissima, a colori, stampata su carta di qualità fotografica e con copertina rigida, al cui interno sono racchiuse le cronache dei giornalisti della federazione italiana (in questo senso s’intende “report di Aci Sport”) e le immagini dei loro fotoreporter, tra cui Massimo Bettiol, certamente il più rinomato.

Aci Sport ha affidato al giornalista di RS Rally e Slalom Marco Cariati la cura dell’opera. Il risultato sono centoventidue pagine, oltre a diverse centinaia di immagini splendide, che ricostruiscono un intero campionato. Ogni gara è un capitolo a sé. Ci sono i pronostici e le cronache delle varie tappe, con le relative top ten assolute. Ma non solo. Il volume, nella sua sezione finale, viene impreziosito dalle statistiche relative alle prove speciali (gara per gara e categoria per categoria) del direttore del mensile nazionale RS, Gianni Cogni, e dalle classifiche assolute di ciascuna prova del Campionato Italiano Rally comprensive dei ritirati, oltre che delle classifiche del campionato.

Una stagione adrenalinica non solo in immagini

Non è un segreto che il Cir 2018 è stato uno dei più avvincenti della storia: giunto all’ultima prova stagionale con ben quattro contendenti pronti a lottare col coltello tra i denti per il titolo, rivive in questa magnifica opera. Grazie alla collaborazione con Aci Sport, in particolare grazie alla disponibilità del direttore della comunicazione Aci, Luca Bartolini, e del direttore generale di Aci Sport Service, Marco Rogano, Cariati ha potuto scegliere le immagini più belle e significative e racchiuderle in un elegante volume da collezione da lui progettato, che nasce proprio per celebrare i protagonisti e ringraziare gli sponsor che hanno animato la serie tricolore.

Tanti flashback che prendono vita in poco meno di 300 foto frutto del magico occhio di Bettiol e degli altri professionisti dell’immagine che supportano la federazione sui campi di gara durante i rally. Una selezione unica nel suo genere. Il libro è edito e stampato da Lulu.com, casa editrice americana che ha nella qualità della carta il suo punto di maggiore forza, ed è in vendita sul sito della casa editrice. I pagamenti accettati sono i tradizionali: carta di credito e PayPal. Cir Collection 2018 è venduto ad un prezzo di 34,50 euro. Inserendo il codice “ONESHIP” in fase di acquisto è possibile avere uno sconto del 50% sulle spese di spedizione.

Cir Collection 2018 è dedicato anche agli sponsor

“E’ stato un piacere ed un onore poter curare questo volume e poter lavorare con piacere per creare un prodotto di alta qualità in grado di interessante i semplici appassionati e, contemporaneamente, rivelarsi utile e prezioso strumento per i protagonisti del Campionato Italiano Rally e per i loro sostenitori. Ho cercato di non dimenticare mai quanti sacrifici fanno gli equipaggi, privati e non, per disputare una stagione di rally tricolore e ho cercato di valorizzare al massimo il materiale che ho avuto a disposizione. Per questo, mi sento di ringraziare, oltre che Luca Bartolini e Marco Rogano, in primis l’ingegnere Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci e di Aci Sport, che ha confermato la sua grande passione per i rally permettendo l’iniziativa e condividendo l’importanza della promozione cartacea del Cir su un prodotto da collezione. Ringrazio anche chi ha corso perché, solo grazie a loro, è stato possibile realizzare Cir Collection”.

Chi è l’autore del libro sul Campionato Italiano Rally

Marco Cariati nasce nel 1974 a Cosenza. Vive a Torino. È un giornalista professionista, blogger e scrittore indipendente. È cresciuto professionalmente nelle redazioni di quotidiani e di importanti riviste patinate nazionali, come TuttoRally+, Grace classic & sport cars, Rally & Motori. Esperto di cronaca, tendenze sociali, sport, oltre che grande appassionato di medicina naturale, umana e veterinaria. Dirige il blog Libri di Rally, fa parte della redazione di RS Rally e Slalom e scrive per Blasting News. È autore dei best seller “Le Serial Killer” e “NaturalMente Cani” oltre che dell’agenda dei rally e dei rallysti “MemoRally 2019”. Testardo, curioso e meticoloso. Coltiva da sempre l’amore e la passione per i cani e gli animali in genere.

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la scheda

CIR COLLECTION 2018

Autore: Marco Cariati

Copertina: rigida

Pagine: 116

Immagini: circa 300 a colori

Dimensioni: 20,95 x 27,3 centimetri

Editore: Lulu.com

Prezzo: 34,63 euro

Peso: 758 grammi

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UominiLancia: per appassionati non deboli di cuore

UominiLancia

La seconda edizione di UominiLancia.

Quando ho visto su Facebook l’annuncio della nuova disponibilità di UominiLancia – Racconti di uomini che hanno costruito un mito di Lorenzo Calvani, ricordo di averci taggato Marco (Cariati, ndr), inconsapevole del fatto che fosse a conoscenza di questo volume, a me completamente sconosciuto. “Conosco il libro”, subito commenta e aggiunge: “Aspetto questo momento”, con tanto di faccina-con-occhi-a-cuore che non lascia spazio a dubbi. Ordinato immediatamente.

Lo ricevo qualche giorno dopo e, da maniaco dell’editoria creativa, della grafica e della forma, resto un po’ deluso dalla copertina e dall’impaginato decisamente spartani, figli di un’autoproduzione fatta dall’autore stesso. Mi sforzo di non farmi condizionare (anche se, durante la lettura, verrò distratto da qualche virgoletta di troppo, mentre qualche refuso tradisce la mancanza di un editing professionale prima del “visto si stampi” e comincio a leggerlo.

Quella che ho tra le mani è la ristampa della seconda edizione, integrata con un capitolo che, per la sua corposità e intensità, meriterebbe un libro a sé. Inizio a leggere e vengo totalmente rapito: questo libro è un piccolo gioiello, scritto con amore, con il “moto del cuore”, per citare l’autore, e con uno stile assolutamente particolare che, attraverso un racconto romanzato, porta il lettore a scoprire la storia della Lancia, anzi LANCIA rigorosamente tutta maiuscola e di tutti gli uomini che l’hanno fatta.

Il primo degli UominiLancia che si incontra è Gianni Lancia, il figlio del fondatore Vincenzo, che guidò l’azienda di famiglia nel Secondo dopoguerra. Visionario come il padre, a differenza di quest’ultimo ha una sfrenata passione per le corse e la tecnologia che ci sta dietro. Il racconto, in prima persona, ci porta agli ultimi giorni di Gianni in azienda, prima della cessione definitiva a Pesenti e il successivo esilio in Sudamerica. Ma ci descrive anche come il visionario figlio del ‘Censin’ (Vincenzino in dialetto torinese) avesse previsto il futuro dell’automobilismo e avesse lottato, anche contro la propria famiglia, per anticiparlo. Purtroppo senza riuscirci.

Un tema, quello delle lotte intestine, che è un vero e proprio fil-rouge nella storia della Casa di Chivasso. Epico il dualismo tra il Professor Antonio Fessia ed Ettore Zaccone Mina. Ingegnere con velleità di insegnante con la passione per la trazione anteriore il primo, perito meccanico entrato in azienda ancora minorenne il secondo. Un intero capitolo è dedicato a loro due, alla loro guerra di idee, di approcci e passioni. Perché, se Gianni Lancia era un fermo sostenitore delle Corse, il Professore le odiava. Così come odiava tutto ciò che a esse era collegato.

UominiLancia: Gianni Tonti, Pierugo Gobbato, Sandro Munari

E qui entrano in gioco le mosse – a tratti carbonare – della Squadra Corse HF di Cesare Fiorio che, quasi in sordina e con il supporto, non sempre sbandierato, di UominiLancia del calibro di Gianni Tonti, Pierugo Gobbato, Sandro Munari & Co, ha tenuto in vita prima e reso grande poi un Team vincente in tutto il mondo.

Nell’introduzione a questa edizione, l’autore racconta di quando Cesare Fiorio, durante una chiacchierata telefonica, gli disse: “Scusi Calvani, ma Lei dov’era? Perché sicuramente Lei c’era!”. Mai domanda fu più azzeccata. Il romanzo è talmente ricco di dettagli ed è scritto così bene da trasportarti direttamente “sulla scena”. E non uso questo termine a caso. A tratti sembra proprio una narrazione cinematografica, soprattutto il capitolo sulla nascita della Stratos, “Incontri”: me lo sono immaginato, inquadratura per inquadratura, e sono certo sarebbe un capolavoro anche sul grande schermo. Chissà che qualcuno non ci pensi.

Un libro ricco di emozioni, in certi punti divertente, in altri commovente. Come, ad esempio, nel capitolo finale, che l’autore ha voluto dedicare al suo “ultimo idolo” Henri Toivonen. Un altro degli UominiLancia che, nella sua sfortunata e breve vita, ha contribuito a costruire un mito. Quella LANCIA – rigorosamente tutta maiuscola – che qualcuno, come più volte è successo nella sua storia, ha provato a distruggere. E che ancora prova periodicamente a distruggere.

Non è un caso se Calvani ha deciso di stampare la seconda edizione di questo ‘gioiello editoriale’, che fa parte della campagna di sensibilizzazione #SavetheLancia proprio nell’anno in cui ricorre il trentesimo anniversario dalla conquista del primo titolo iridato di Miki Biasion, e nell’anno che precede scelte difficili per un Marchio storico vergognosamente relegato in un angolo di un bugigattolo. Per richiede una copia di questo libro, bisogna contattare direttamente l’autore (avv.lorenzocalvani@gmail.com) scrivendo al suo indirizzo mail.

la scheda

UOMINILANCIA – RACCONTI DI UOMINI CHE HANNO COSTRUITO UN MITO

Autore: Lorenzo Calvani

Copertina: Morbida

Pagine: 304

Immagini: molte in bianco e nero

Dimensioni: 17 x 24,50 centimetri

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 22 euro

Peso: 500 grammi

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Toivonen: la famiglia più veloce della Finlandia

Toivonen: la famiglia più veloce della Finlandia

La copertina del libro di McKlein Pubblishing.

Quando i fan dei rally sentono pronunciare il nome Henri Toivonen, pensano immediatamente a spettacoli mozzafiato e gloriose vittorie. Ma è anche difficile dimenticare l’incidente del Tour de Corse 1986, che ha rubato la vita a “Toivo” e al suo copilota Sergio Cresto e che alla fine ha portato al termine l’epopea delle vetture Gruppo B. Henri è stato uno dei piloti rally più eccezionali della storia. Le sue prestazioni ispiratrici nel Talbot Sunbeam Lotus, Opel Ascona 400, Porsche 911 Scrs e Lancia Rally 037 sono tutte ben ricordate.

Ma è stata la Lancia Delta S4 a mettere in mostra l’abilità di Henri nelle vittorie al Rac e al Monte-Carlo, quest’ultimo vent’anni dopo il trionfo del padre nel Principato. Questo libro, edito da McKlein Pubblishing e disponibile in Inglese e in tedesco, è in grado di emozionare. Può essere letto tutto d’un fiato in tre giorni senza dormire e poi si trascorreranno mesi a guardare le immagini. Bellissime. uniche. In “Toivonen: Finland’s fastest family” (letteralmente “Toivonen: la famiglia più veloce della Finlandia“) si racconta l’affascinante storia della famiglia Toivonen nei rally e nelle corse. Inizia con le eroiche pulsioni del padre Pauli negli anni Cinquanta e Sessanta, tra cui la vittoria del titolo Europeo del 1968 al volante di una Porsche 911.

Ovviamente, sono inclusi i primi exploit sui laghi ghiacciati fino alle carriere contrastanti e fortunate di Henri e del fratello Harri nel motorismo. L’autore, Esa Illoinen, si immerge profondamente nella storia della famiglia Toivonen e raccoglie informazioni con innumerevoli amici e testimoni di quei giorni. Tra loro c’è la vedova di Pauli, Ulla, la vedova di Henri, Erja, e persino l’insegnante di inglese novantacinquenne di Henri. Il risultato che ne viene fuori è un ritratto intimo e commovente della famiglia più veloce della Finlandia, meravigliosamente illustrato dalle migliori immagini dall’inesauribile archivio di McKlein.

Nato il 25 agosto 1956 ad Jyväskylä, Toivonen è noto per la sua guida spericolata sin da ragazzino. Ha iniziato la sua carriera nei rally nel 1975 a 1000 Laghi e l’ha conclusa tragicamente nel 1986 al Tour De Corse, sul Col d’Ominanda. La verità ufficiale vuole che la sua Lancia Delta S4 è schizzata fuori da una curva stretta a sinistra. Ma è vero? Un video (che riproduco al fondo dell’articolo) che, però, non è chiarissimo lascerebbe intendere che la verità ufficiale si potrebbe un po’ mettere in discussione. La vettura non sembra accennare ad alcuna sterzata e esplodere prima ancora di toccare terra. Un malore, un cedimento meccanico. Supposizioni.

Il Tour de Corse, un rally mondiale su strade di montagna strette e molto tortuose attorno all’isola della Corsica, è iniziato giovedì 1 maggio. Toivonen aveva mal di gola e soffriva di influenza, ma ha insistito per correre. Negli ultimi tre rally, a causa del ritiro della vettura in Svezia, del ritiro del team Lancia al tragico evento portoghese, il Safari Rally saltato… Henri voleva correre. Secondo diverse fonti, stava anche prendendo medicine per curare la febbre. Nonostante le sue cattive condizioni di salute, ha vinto prova dopo prova e ha guidato il rally con un ampio margine.

Il veloce Toivonen: ‘Questo rally è folle’

Dopo la prima tappa, Toivonen diceva: “Questo rally è folle, anche se sta andando tutto bene. Se ci dovessero essere problemi, di sicuro sarei finito”. Toivonen si lamentava del fatto che la macchina era troppo veloce e potente per un rally come il Tour de Corse. Trovava molto difficile mantenere la Lancia da seicento cavalli in equilibrio sulla strada. Ha ammesso che era un’operazione estenuante. Un certo numero di altri piloti che guidavano altre vetture Gruppo B hanno condiviso le sue preoccupazioni.

In una breve intervista, prima di lanciare la sua Lancia nella diciottesima speciale, Toivonen ha fatto un commento che rimarranno le sue ultime parole pubbliche: “Oggi abbiamo guidato più dell’intera distanza del 1000 Lakes. Dopo quattro ore di guida, è difficile stare al passo con la velocità. Quindi, con una macchina moderna come questa, è semplicemente impossibile gareggiare qui. È fisicamente estenuante e il cervello non ce la fa più”. Durante la tappa di venerdì 2 maggio, al settimo chilometro della diciottesima PS, Corte-Taverna, la Lancia di Toivonen esce di strada in un angusto angolo sinistro senza guardrail.

La delta S4 precipita in un burrone e si schiantò sul tetto. Il serbatoio del carburante in alluminio sotto il sedile del conducente, che non era protetto, viene spaccato dagli alberi ed esplode. L’esplosione è avvenuta quasi subiro e Toivonen e il suo navigatore, Sergio Cresto, non hanno avuto chances. L’incendio, causato dall’esplosione, è stato così intenso che la Delta S4, costruita in materiale plastico rinforzato con kevlar a combustione rapida, non era più identificabile come auto. C’era solo uno scheletro, il telaio e due corpi carbonizzati. I loro.

Sia Toivonen sia Cresto morirono ai loro posti. Toivonen lasciò la moglie Erja, sposata nel 1982, e due bambini piccoli, il figlio Markus e la figlia Arla, mentre Cresto era single e senza figli. L’incidente di Toivonen rimane un mistero perché non ha avuto testimoni oculari diretti. Sebbene sia stato catturato su nastro da uno spettatore in lontananza, si è rivelato impossibile determinare la causa dello schianto dal filmato. Nessun ufficiale di gara era vicino alla scena. Nessuno ha visto il fumo nero e nessuno sapeva dello schianto.

La squadra di Toivonen ha iniziato a temere che potesse essere successo qualcosa solo perché Toivonen non arrivava nei tempi previsti. L’equipaggio successivo a Toivonen-Cresto ha riferito di aver visto del fumo nero. Nel momento in cui i veicoli di emergenza sono arrivati sulla scena dell’incidente, si sono solo potuti limitare a spegnere le fiamme, che erano state alimentate dalle brezze marine. Gli ingegneri e i tecnici Lancia non sono stati in grado di determinare la causa dell’incidente perché i resti dell’auto erano carbonizzati.

Henri Toivonen stava prendendo medicine

Walter Röhrl in seguito confermò che Toivonen stava prendendo medicine per la sua influenza. In una successiva intervista con Motorsport News, Malcolm Wilson ha affermato che, a causa delle lesioni al collo subite nel suo incidente in Costa Smeralda nel 1985, Toivonen aveva sofferto di blackout casuali, ma non aveva detto nulla alla sua squadra perché non voleva perdere il “sedile” in Lancia. Almeno una persona che ha assistito all’indomani dell’incidente ha riferito che non c’erano segni di scivolamento sull’asfalto, alimentando la speculazione che Toivonen avrebbe potuto improvvisamente perdere conoscenza al volante, ma la causa dell’incidente è ancora sconosciuta.

A poche ore dallo schianto di Toivonen, Jean-Marie Balestre e la Fisa hanno deciso di bandire alle auto del Gruppo B di gareggiare nella stagione 1987. Anche il Gruppo S, programmato, è stato cancellato e i costruttori sono rimasti bloccati con auto che non potevano gareggiare. Audi e Ford si ritirarono immediatamente dal Gruppo B, ma altre squadre si sfidarono fino alla fine della stagione. Il Tour de Corse è proseguito il giorno successivo e Bruno Saby ha vinto con la sua Peugeot 205 Turbo 16 E2.

Durante la sua carriera nel Campionato del Mondo Rally, Toivonen ha gareggiato in quaranta gare iridate, raccogliendo tre vittorie, nove podi, cento e ottantacinque vittorie di PS e appena ventidue ritiri. Con solo vittorie e ritiri negli ultimi cinque dei suoi rally, era ormai al culmine della sua carriera con la Lancia Delta S4, dopo aver finalmente trovato un’auto che fosse allo stesso tempo competitiva e adatta al suo stile di guida. Il “boss” della Lancia, Cesare Fiorio, affermò che Toivonen era l’unico pilota che poteva davvero controllare il Delta S4.

Ma “Toivo” si lamentava spesso della vettura, dicendo che la macchina era difficile da guidare, in particolare su asfalto, dove si poteva avere più potenza, rendendo quindi l’auto ancor più veloce. In un necrologio di Henri Toivonen, intitolato “Rebel With a Causa”, pubblicato su Motor cinque giorni dopo l’incidente fatale, Martin Holmes lo ha definito un “guidatore ribelle” definendolo la prova che i giovani piloti possono avere successo nei rally, uno sport che era stato precedentemente dominato da piloti più anziani e più esperti come Hannu Mikkola, Stig Blomqvist e Walter Röhrl.

Tuttavia, Toivonen non è riuscito a raggiungere il livello di coerenza necessario per evitare una serie di incidenti ad alta velocità. Prima dell’introduzione del Delta S4, era noto per la sua abilità nel recuperare grandi quantità di tempo in singole fasi. Ciò ha portato a una serie di vittorie parziali, ma anche a diversi brutti incidenti derivanti da errori di guida. La carriera di Toivonen era quasi terminata all’inizio del 1985, quando rischiò di restare quasi paralizzato nell’incidente del Rally Costa Smeralda.

Il triste addio delle famiglie ad Henri e Sergio

Toivonen fu sepolto a Espoo, dove la sua famiglia si trasferì da Jyväskylä quando Henri era ancora molto giovane. In Corsica, una lastra di marmo dedicata a lui e a Sergio Cresto è stata posizionata nella curva in cui l’equipaggio Lancia è uscito di strada. Il posto commemorativo ha sempre una bottiglia non aperta di Martini, che è un riferimento al team Lancia Martini Racing. Un residente locale mette ogni giorno nuovi fiori dalla lastra.

A luglio, il Rally della Marca Trevigiana in Italia è stato intitolato “Memorial Henri Toivonen” in onore di Toivonen. Il rally è stato interrotto dopo un incidente mortale alla quarta PS. Nel 1988, l’ex pilota Michèle Mouton, organizzò la prima Race of Champions per commemorare la morte di Toivonen. La Race of Champions era originariamente riservata ai piloti di rally, ma divenne ancora più popolare con l’introduzione delle star di Formula 1 e Nascar. L’Henri Toivonen Memorial Trophy è ancora assegnato ogni anno al vincitore del singolo evento.

Un altro trofeo recante il nome di Toivonen è stato il trofeo Henri Toivonen Grand Attack, che è stato premiato dalla Peugeot’s Rally Challenge, organizzata da Des O’Dell, “al pilota che più ha incarnato lo spirito mostrato dal giovane finlandese”. Harri Toivonen ha concluso la sua carriera agonistica nel motorsport nel 2002, mettendo fine ai quarant’anni di storia delle corse della famiglia Toivonen che, come detto all’inizio, prendono il via con Pauli.

Il padre di Henri è uno dei grandissimi piloti che ha calcato la scena rallystica negli anni Sessanta. Nato nel 1931 a Helsinki, Pauli ha iniziato a correre nel 1954, con una Volkswagen, classificandosi decimo assoluto al 1000 Laghi. Dal 1960 al 1964 è stato pilota ufficiale Citroen ed in particolare, nel 1961 ha vinto il 1000 Laghi ed il Rally di Norvegia, piazzandosi anche primo della classe 2000 centimetri cubi all’Acropoli. Nel 1963, invece, ha sfiorato la vittoria a Montecarlo dove è finito secondo alle spalle di Erik Carlsson, che con la Saab era al suo bis consecutivo al “Monte”.

Lasciata Citroen per un breve intermezzo con la Porsche, nel 1966 è tornato tra le fila della Casa francese e ha vinto proprio a Montecarlo, dopo non poche discussioni per la vittoria tolta alle Mini accusate di avere i fari allo iodio allora non omologati. Nel 1967 ha fatto una breve apparizione anche al volante di vetture Lancia ma il suo boom è arrivato con la Porsche dove ha fatto ritorno nel 1968.

Sono state di quell’anno le vittorie nei rally di Germania, Danubio, Spagna, Ginevra e Sanremo, oltre ad un secondo posto a Montecarlo ed un terzo all’Acropoli. Questo ruolino di marcia gli è valso il titolo di campione europeo. Ancora con la Porsche, nel 1969, ha ottenuto la sua ultima grande vittoria: il Rally dell’Acropoli. Il leggendario pilota finlandese è rimasto sempre un grande personaggio del mondo delle corse, capace oltretutto di allevare in casa due figli come piloti: Henri e Harri.

Harri, invece, nato il 22 ottobre del 1960, è una presenza più o meno costante nel Mondiale Rally dal 1980 al 1986, anno in cui guida la MG Metro 6R4. Dopo la morte del fratello e I suoi anni infruttuosi nel WRC, è passato alle gare di velocità in circuito. Ha guidato in diverse classi in cui ha gestito alcuni successi. Ha partecipato alla 24 Ore di Le Mans nel 1991 finendo nono assoluto alla guida di una Kremer Racing Porsche 962 con JJ Lehto e Manuel Reuter. Nel 2002, Toivonen ha appeso il casco al chiodo come pilota a tempo pieno. Ma non ha abbandonato il motorsport.

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TOIVONEN – FINLAND’S FASTEST FAMILY

Autore: Esa Illoinen

Copertina: rigida

Pagine: 224

Immagini: 181 a colori, 106 in bianco e nero

Formato: 24,5 x 30 centimetri

Editore: McKlein Publishing

Prezzo: 49,90 euro

Peso: 1,8 chilogrammi

ISBN: 978-3-9274586-1-1

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