La voglia di vincere: dedicato alla Delta S4

La Voglia di Vincere, il film con Gianni Morandi

La Voglia di Vincere, il film con Gianni Morandi

Prima di Netflix, Prime Video e streaming vari, le Serie andavano in onda sulla Pay TV. Prima ancora, quando si chiamavano sceneggiati, erano le televisioni nazionali a farla da padrona. Così come la Lancia, casa automobilistica del Gruppone nazionale, la faceva da padrona sulle prove speciali di mezzo mondo. Un dominio sportivo e di comunicazione che ha portato la casa torinese ad aggiudicarsi 11 Titoli marche (quattordici se contiamo anche quelli di Fiat). Un dominio che veniva celebrato in ogni modo possibile. Non c’è da stupirsi quindi se, nel 1987, in prima serata sulla prima rete nazionale, andava in onda uno sceneggiato dal titolo La voglia di vincere, ambientato sulle strade del Campionato del Mondo Rally.

A domare i 600 cavalli della Lancia Delta S4 nei colori Martini Racing, uno scatenato Gianni Morandi che, nei panni del vecchio campione Marco Besson (ogni riferimento onomatopeico a Miki Biasion non è puramente casuale…), vive un triangolo amoroso con la moglie Lisa, interpretata da Catherine Spaak, e l’amante Fabrizia (Milly Carlucci), una giornalista sportiva. La trama della serie, ovviamente, è fatta per piacere alla massa: quella di Marco e Lisa è una famiglia felice, con due bambini. Tuttavia, Lisa vive, come molte moglie di piloti, con il timore che a Marco possa accadere un incidente e nella frustrazione di sentirsi al secondo posto della sua vita.

Prima di tutto le corse, e quella voglia di vincere che Besson si troverà presto a dividere con suo fratello Stefano, molto più giovane di lui: Stefano lascia la famiglia al paese arriva in casa del fratello, trova lavoro, prima come meccanico, poi come pilota, e la rivalità inizia. Nel frattempo, le cose tra Marco e Lisa vanno male. Nel corso delle quattro puntate, Stefano si innamorerà di Lisa, lei lascerà Marco portandosi via i bambini. Marco continuerà a combattere contro suo fratello nelle gare di tutto il mondo, avrà un incidente, lascerà Fabrizia, tornerà con Lisa, ma – senza fare troppi spoiler – la storia è destinata a finire in un modo assai amaro.

Nel complesso la serie, pur contenendo molte imprecisioni rallystiche (ad esempio, i dialoghi infiniti durante le prove speciali – a bordo di una Gruppo B – oppure le note date con numeri “a caso”…), è piacevole, pur con ritmi televisivi di oltre 30 anni fa. Un piacere per gli occhi le immagini in azione che sono state girate realmente durante le gare del Campionato del Mondo Rally, dagli operatori della Belle Epoque Film di Padova, che realizzava anche i filmati ufficiali della Squadra Corse Lancia e del Gruppo Fiat. Ovviamente, grazie al periodo in cui fu prodotta e visto il tema di cui trattava, La voglia di vincere – costata circa 3 miliardi di lire – raccolse un buon successo di pubblico, aggiudicandosi il Telegatto come “Miglior film TV italiano” e, tutt’oggi, seppur ormai introvabile, è molto richiesta dagli appassionati di rally di tutto il mondo.

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Semplicemente World Rally Championship 1989

World Rally Championship 1989

La copertina del video World Rally Championship 1989.

Nel 1989 le squadre giapponesi conquistano il mondo dei rally, scatenando una delle lotte più eccitanti della storia del World Rally Championship. Questo video cattura la risposta a questa nuova sfida. Gli italiani avevano riposto le loro speranze sulla nuova Integrale a 16 valvole di Lania, nel tentativo di contrastare la crescente sfida dei produttori giapponesi Toyota, Mazda e Mitsubishi. Spettacoli eccezionali sono stati prodotti da Jorge Recalde, Juha Kankkunen, Hannu Mikkola e Ari Vatanen. Anche il sensazionale Carlos Sainz, Didier Auriol, Alex Florio e Miki Biasion appaiono molto in forma. Le telecamere di bordo e gli elicotteri seguono l’azione attraverso oltre ventottomila chilometri di neve, fango e polvere dalla Svezia e dall’Africa verso l’Australia e la Nuova Zelanda. La battaglia tra Oriente e Occidente raggiunge un finale da brivido al Rac Rally in Inghilterra, dopo una stagione di grande successo.

Il Campionato del mondo rally 1989 è stata la diciassettesima edizione del Campionato del Mondo rally. Ad aggiudicarsi il titolo piloti fu, per il secondo anno consecutivo, il pilota italiano Miki Biasion. La vittoria di Lancia e Biasion del WRC risuona ancora nell’aria. Ma si avvertivano i segnali di un forte cambiamento provenienti, appunto, dal Giappone. Il Costruttore più debole era senza dubbio Mazda. Nonostante sia riuscito a vincere due eventi con Ingvar Carlsson, rally con un elenco partenti risicato e con Lancia assente in entrambi i casi. La sfida più forte l’ha lanciata certamente Mitsubishi, arrivata al vertice due volte. Di gran lunga, l’opposizione più forte, almeno in termini di prestazioni, proveniva da Toyota. Il team ha vinto un solo rally, ma è riuscito a sfidare Lancia molto più spesso di quanto avrebbe desiderato la squadra italiana. Era scritto su tutti i muri e Lancia inizio a sentire il fiato sul collo.

la scheda

WORLD RALLY CHAMPIONSHIP 1989

Numero dischi: 1

Lingua: inglese

Durata: 120 minuti

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Henri Toivonen: la leggenda continua

Henri Toivonen: la leggenda continua

Henri Toivonen: la leggenda continua.

Henry Toivonen è stato uno dei più grandi campioni nella storia dei rally. Figlio d’arte – il padre Pauli vinse il Rally di Monte-Carlo nel 1966 e il Campionato Europeo nel 1968 – ed erede della grande scuola di piloti scandinavi, Henry cominciò a correre a diciannove anni su una Simca Rallye 2. Tre anni più tardi fece il suo esordio nel Mondiale Rally, mostrando una classe genuina ed una grande capacità di adattamento ad ogni genere di superficie. Ma il vero salto di qualità avvenne nel 1980 quando Toivonen fu ingaggiato, come pilota ufficiale, dalla Talbot.

Fu l’inizio della grande avventura che lo vide protagonista di imprese memorabili a bordo della Talbot Lotus, della Porsche 911 e della Lancia Rally 037, dal cui sodalizio scaturì il primo grande amore tra il giovane finlandese e i tifosi italiani. Con l’avvento della Delta S4, portata da Toivonen al successo fin dalla gara d’esordio, sembrò finalmente aprirsi la strada al titolo iridato, ma un tragico destino attendeva Henry e il copilota Sergio Cresto al Tour de Corse.

La brillante carriera di Henry Toivonen finì in un terribile schianto, ma la sua leggenda è ancora oggi più che mai viva, a ricordo di un pilota coraggioso e mai domo, entrato di diritto nell’olimpo dei grandi campioni della velocità. “Toivo” nasce il 25 agosto 1956 a Jyväskylä, in Finlandia, città sede del famoso Rally dei 1000 Laghi. Inizia a guidare già a cinque anni ma – nonostante il contesto familiare – predilige le gare in pista concentrandosi sui kart – uno dei mezzi da lui usato verrà poi guidato da un bambino finlandese destinato a fare molta strada: Mika Häkkinen – e sulle vetture turismo. Toivonen debutta nei rally locali nel 1975 al volante di una Simca Rallye 2 con cui partecipa anche al 1000 Laghi valido per il Mondiale.

L’anno seguente termina per la prima volta una gara – il Mänttä 200-ajo – e nella seconda parte della stagione cambia auto e passa ad una Chrysler Avenger. Henri Toivonen si prende diverse soddisfazioni in pista nel 1976 diventando campione finlandese di Formula Vee ma decide di puntare definitivamente sui rally, considerati più sicuri dalla sua famiglia. Termina per la prima volta una corsa valida per il Campionato Europeo (settimo all’Arctic Rally), ottiene il primo podio in carriera (terzo nella corsa locale Pohjola Rally) e si fa notare con un interessante quinto posto al 1000 Laghi. Il primo podio continentale arriva nel 1978 con la seconda piazza all’Arctic Rally: nello stesso anno disputa le prime due gare all’estero (Portogallo e Acropoli in Grecia) con una Citroën CX, corre il 1000 Laghi con una Porsche 911 e ottiene la prima vittoria in carriera nel Nordic Rally valido per il campionato finlandese. Poco dopo arriva il secondo trionfo – al Tott-Ralli – con una Talbot Sunbeam.

Nel 1979 Henri Toivonen ottiene il primo podio in una gara all’estero quando arriva terzo con una Ford Escort al Mintex International Rally nel Regno Unito. Porta a casa lo stesso piazzamento nella corsa locale Pohjanmaa-Ralli con una Fiat 131 Abarth. Toivonen viene chiamato nel 1980 dalla Talbot e al volante della Sunbeam Lotus diventa – a 24 anni in occasione del Rac nel Regno Unito – il più giovane pilota di rally della storia a vincere una gara iridata (un record che verrà battuto solo nel 2008 dal connazionale Jari-Matti Latvala).

La prima volta di Toivonen nell’Europeo Rally

Nello stesso anno – salendo sul gradino più alto del podio dell’Arctic Rally – porta a casa anche il primo successo nella serie continentale. La stagione successiva Henri Toivonen si ritrova con una vettura poco competitiva ma grazie ad alcuni piazzamenti interessanti (secondo in Portogallo e Sanremo) contribuisce a regalare alla Casa britannica il Mondiale Costruttori. Nel 1982 Henri passa alla Opel e con la Ascona 400 arriva terzo all’Acropoli e al Rac. Nello stesso anno effettua un test in F1 sul circuito di Silverstone con la March facendo registrare tempi molto interessanti.

L’anno seguente con la Manta 400 conquista il Manx International Rally valido per il Campionato Europeo e si cimenta ancora una volta in pista nel Mondiale Sportprototipi con la Porsche 956 terminando la 1000 km del Mugello in terza posizione in un equipaggio composto anche dai britannici Derek Bell e Jonathan Palmer. Il 1984 è l’anno in cui Henri Toivonen si alterna tra Lancia per i rally iridati e la Porsche per quelli europei: con la Rally 037 arriva terzo al 1000 Laghi mentre con la 911 vince in Costa Smeralda, a Ypres in Belgio e a Madeira in Portogallo.

La stagione 1985 di Toivonen – ingaggiato a tempo pieno dalla Lancia – inizia con un brutto incidente in Costa Smeralda nel quale il pilota scandinavo riporta la frattura di tre vertebre. Con la 037 arriva terzo a Sanremo mentre nell’ultima gara del campionato del mondo porta al debutto la mostruosa Delta S4 – trazione integrale, peso inferiore ai 1.000 chili e motore a doppia sovralimentazione da quasi 500 cavalli – vincendo il Rac. Henri Toivonen inizia il Mondiale 1986 alla grande con la Lancia Delta S4 vincendo la prima gara stagionale: il Rally di Monte-Carlo. In Svezia è costretto però al ritiro per un problema al motore, mentre in Portogallo la Casa torinese (così come tutti i Costruttori) ritira le proprie auto in seguito all’incidente di Joaquim Santos nel quale il pilota locale uccide tre spettatori.

Dopo aver trionfato nel Rally della Costa Smeralda valido per il l’Europeo, Henri  Toivonen e il copilota italoamericano, Sergio Cresto, anche lui giovanissimo e pieno di sogni e speranze, affrontano il Tour de Corse. I due perdono la vita il 2 maggio 1986 in seguito ad un’uscita di strada: un volo e il prototipo torinese va a schiantarsi contro alcuni alberi e prende fuoco. Poco dopo l’incidente di Henri Toivonen la Federazione Internazionale, che all’epoca era la Fisa, decide di abolire le pericolose vetture Gruppo B, protagoniste di altri incidenti nelle gare precedenti, già a partire dalla stagione 1987.

la scheda

TOIVONEN: LA LEGGENDA CONTINUA

Numero dischi: 1

Lingua: italiano

Durata: 60 minuti

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