Didier Auriol: questione di grinta e classe

Didier Auriol

Didier Auriol al volante della Peugeot 206 WRC.

Secondo me, umilmente, l’unica sfortuna di Didier Auriol è stata che, dopo di lui, è arrivato un certo Sebastien Loeb. Senza i record del Cannibale sarebbe stato lui il miglior rallysta francese della storia. In ogni caso, scusate se è poco, resta il primo transalpino vincitore del titolo di campione del mondo. E può anche fregiarsi di essere stato il primo pilota francese a vincere una gara “off-limits” come il 1000 Laghi. Auriol nasce il 18 agosto del 1958 a Montpellier, poi si trasferisce con la famiglia a Millau, nella regione del Midi Pirenei. Con il fratello maggiore Gerard (giornalista e fotografo tra WRC e rally francesi) si appassiona di corse. Ma ancora studia.

Attorno ai 20 anni inizia a guidare le ambulanze a Millau, per racimolare qualche soldo. Nel 1979 esordisce. Lo fa al volante di una Simca 1000 Rallye 2. Nel 1982 passa ad una Ford Escort RS2000 Gruppo 2 (più potente) grazie al suo primo vero sponsor: la Lavabre Cadet di Millau, azienda specializzata in guanti ed accessori in pelle. Con quella Escort vince il Rallye di Quercy assieme a Jean-Yves Tussiot. L’anno successivo corre con una Renault 5 Alpine con cui vince il Gruppo 2 al Rallye des Garrigues. Il nome Auriol inizia ad essere pronunciato frequentemente negli ambienti rallystici. Nel 1984 alla Lavabre Cadet trova un altro sponsor: la birra 33 export.

Questo gli permette di passare ad una Renault 5 Turbo con cui debutta nel Mondiale Rally (Tour de Corse, ritiro) e si mette in evidenza nelle gare di casa. A navigarlo ora c’è Bernard Occelli. L’anno dopo cambia macchina e prende 5 Maxi Turbo con cui ottiene altri buoni risultati. Il salto di qualità Auriol lo compie nel 1986. I rally vivono l’epoca leggendaria delle vetture Gruppo B, il seguito di questo sport è all’apice, e Didier sceglie di correre con una potentissima MG Metro 6R4 rossa e gialla. Bellissima e incompresa. La vettura, seguita dal Team Red, ha la guida a destra.

Cosa abbastanza inusuale per un pilota francese. Dopo un inizio di stagione votato all’apprendistato, il “nostro” infila una serie di successi che lo portano dritto ad aggiudicarsi il titolo francese, con tanto di bis nel 1987 quando, al posto della Metro, si ritrova tra le mani una Ford Sierra Cosworth Gruppo A, sempre preparata dalla Red. Nel WRC è ottavo in Corsica e quarto a Sanremo. Auriol diventa una delle speranze del rallysmo. Nel 1988, Ford lo chiama per entrare in squadra con il giovane, Carlos Sainz. Auriol ringrazia vincendo il Tour de Corse, il suo primo successo iridato. Poi è terzo al 1000 Laghi e si aggiudica per la terza volta il titolo francese. La Lancia per il 1989 ha in squadra Miki Biasion e Markku Alen, ma non vuole lasciarsi sfuggire Auriol.

Si accordano alla velocità della luce. Con i colori Martini è secondo a Montecarlo dietro a Biasion, vince il Tour de Corse, è secondo all’Acropoli, si ritira in Finlandia e prima ancora si ferma in Portogallo. A Sanremo è autore di uno spettacolare capottone, al debutto con la Delta Integrale 16V. L’anno dopo vince il Monte-Carlo, è secondo in Portogallo, vince il Tour de Corse, sale sull’ultimo gradino del podio in Argentina, è primo a Sanremo, quinto al Rac. Alla fine è secondo nel Mondiale Rally. Primo è Carlos Sainz. Nel 1991 la Lancia lo dirotta al Jolly Club, team satellite che corre con i colori Fina. Vince a Sanremo e alla fine è terzo in campionato.

Didier Auriol torna alla base con KKK

Nel 1992, che è l’ultimo anno della Lancia nel Campionato del Mondo Rally, Auriol torna alla base per correre con Juha Kankkunen sulla Delta Evoluzione. Vince a Montecarlo, si ferma in Portogallo, poi è stupendamente primo in Corsica, Acropoli, Argentina, 1000 Laghi e Australia. Si gioca tutto al Rac contro “KKK” e Sainz. Nelle foreste inglesi la rottura di una candela lo costringe al ritiro. Il campione del mondo diventa Sainz. Nel 1993 va in Toyota, seguendo le orme di Kankkunen, dove prende il posto di Sainz, che intanto è passato al Jolly Club. Auriol ha in mano la vettura del momento, la Celica ST185. Inizia vincendo Monte-Carlo su Francois Delecour, proprio nella tappa conclusiva, poi si accontenterà solo di qualche piazzamento.

A fine stagione non andrà oltre la terza posizione in campionato. Invece, nel 1994 si rifarà con gli interessi, conquistando il titolo grazie alle vittorie del Tour de Corse, dell’Argentina e del Sanremo. Nel 1995 porta al debutto la nuova Celica ST205. Vince il Tour de Corse, il sesto (record), e cambia navigatore: al posto di Bernard Occelli, arriva Denis Giraudet. Dopo il Catalunya la matematica gli fa l’occhiolino: potrebbe ancora vincere il titolo, ma la scoperta del “fattaccio” della Toyota (la squadra ha scandalosamente manomesso i turbocompressori delle sue Celica ST205) gli fa vivere un vero e proprio incubo, togliendogli la serenità necessaria per tentare un’impresa del genere. Le vetture giapponesi sono cancellate dalla stagione 1995 e dovranno restare ferme per tutto il 1996.

L’anno dopo lo scandalo Toyota, Auriol si vede un paio di volte: Svezia, decimo con una Subaru Impreza 555 ufficiale, e Sanremo, ottavo con una Mitsubishi Lancer Evo III privata. Nel 1997 si presenta a Monte-Carlo con una Ford Escort privata e poi in Argentina, dove si piazza quinto con la ST205 della Grifone. In realtà, stava sviluppando la nuova Toyota Corolla WRC, che porterà all’esordio al 1000 Laghi (ottavo). Nel 1998, in Toyota arriva Carlos Sainz. Auriol ha quarant’anni, finisce quinto nella classifica iridata con un solo successo, in Spagna. Nel 1999 riesce a strappare un terzo piazzamento vincendo in Cina. Nel 2000, Auriol firma con la Seat per correre sulla Cordoba WRC, perché intanto a fine stagione Toyota aveva salutato la specialità.

A parte un ottavo posto in Corsica e uno in Australia, la stagione si rivela avara. Risultati inesistenti e competitività della vettura sotto “zero” convincono gli spagnoli a ritirarsi. Didier trova un posto in Peugeot: affianca il campione del mondo Marcus Gronholm, Harri Rovanpera e Gilles Panizzi. Vince il Catalunya e si ritira ben sette volte. A fine stagione, nella graduatoria del WRC è settimo assoluto. Lui stesso si rende conto di essere ormai a fine carriera. Nel 2002 cerca di imbastire un programma: lo si vede solo al Monte-Carlo con una Corolla WRC privata. Tra l’altro si ritira. Nel 2003 veste la tuta Skoda.

Dopo aver provato a rendere più macchina da corsa l’Octavia WRC, inizia a sviluppare la Fabia WRC. E’ arrivato il momento di appendere il casco al chiodo. Ultimo rally iridato disputato il rally di Montecarlo 2005 con una Peugeot 206 WRC del Team Bozian terminato con un ritiro. Nel 2006 ha partecipato al Rally di Monza con una 206 WRC della Scuderia Grifone. Nel 2007 partecipa nuovamente al Rally di Monza con una Toyota Corolla Super 2000 sempre gestita dalla Scuderia Grifone. Nel 2009 partecipa al Rally delle Nazioni, competizione a squadre nazionali con due vetture ognuna, con una Mitsubishi Lancer Evolution IX del Team Astra.

L’angolo di Didier

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