Fiat 124 berlina e spider da corsa

Fiat 124 berlina e spider da corsa

Il libro di Antonio Biasioli.

Se non ci fossero state loro, le Fiat 124 berlina e spider da corsa portata in gara da clienti appassionati di rally, forse la Fiat non avrebbe iniziato a correre nella specialità. L’antesignana della Fiat dei rally è lei, la 124 berlina, seguita poi dalla 125 berlina e poi dalla più sportiva 124 spider. La Fiat 124 Special, una berlina per tutti i giorni, è stata l’artefice di grandi imprese nei rally degli anni Settanta. Questo libro integra la già generosa bibliografia dedicata alla 124 Spider Abarth dando finalmente spazio anche alla berlina che l’autore, il fotoreporter Antonio Biasioli, ha catturato in una notevole quantità di immagini in anni di esperienza al seguito di innumerevoli gare.

Divago un momento, ma ne vale la pena perché, a ben vedere, la Fiat 124 Abarth Rally fu veramente una versione particolare, che a differenza della vettura di serie da cui derivava, la 124 Spider Sport, ebbe un retrotreno a ruote indipendenti con opzionale il differenziale autobloccante, un tetto rigido, più comodi posti a sedere, a richiesta sedili avvolgenti fusina, un aggiornamento degli interni e sole tre colorazioni disponibili per la carrozzeria: azzurro chiaro 480, rosso vivo 152 , bianco 212, le tre versioni avevano i cofani in nero opaco, tra le quali la celebre livrea rossa con cofano e baule in nero opaco della Spider 124 Sport Abarth Rally del 1973.

Fu l’ultima evoluzione della Fiat 124, quella che “rischiò” di vincere il Mondiale Rally 1974, annata in cui venne beffata, proprio sul filo di lana, dalla “cugina” Lancia Stratos. La Fiat 124 Abarth Rally fu svelata sul finire del 1972. All’inizio degli anni Settanta alcuni piloti privati gareggiavano, ottenendo discreti risultati, con delle 124 Sport Spider 1600 elaborate e dotate di hard top in plastica saldato alla carrozzeria, a molti rally internazionali. Considerando la modestia della preparazione – che coinvolgeva il motore, la taratura delle sospensioni e l’alleggerimento della carrozzeria – la Fiat, da sempre riluttante alle competizioni, intuì il potenziale della vettura e diede mandato all’Abarth, ormai assorbita e trasformata in “reparto corse”, di sviluppare una 124 ufficiale.

La scelta cadde sulla Sport Spider, confermando l’intuizione dei privati. Il suo telaio a passo corto si adattava meglio alle gare e venne applicato appunto un hard top nero opaco semifisso. La preparazione prevedeva l’elaborazione del motore (la motorizzazione di partenza era il bialbero di 1.756 centimetri cubi), l’alleggerimento della carrozzeria, ottenuto attraverso l’adozione di cofani in materiale plastico nero opaco, l’impiego di alluminio per portiere e parafanghi, l’eliminazione dei paraurti e la semplificazione dell’allestimento interno.

Il vero passo importante fu l’adozione della sopracitata sospensione posteriore a ruote indipendenti completamente nuova, la possibilità di reali regolazioni dell’assetto e l’adozione di cerchi in lega con pneumatici maggiorati, che comportava la presenza di codolini passaruota neri. Anche l’impianto luminoso venne migliorato con l’adozione di 4 fari di profondità supplementari. L’elaborazione del motore prevedeva l’adozione dei seguenti particolari: carburatori doppio corpo Idf 44 con venturi da 36 millimetri (le versioni 1.600 e 1.800 adottavano i carburatori Idf 40 con venturi da 32 millimetri) e un nuovo impianto di scarico con collettori tubolari 4-2-1. Gli assi a camme restano invariati rispetto al modello di 1.800 centimetri cubi, ma con fasatura molto diversa.

La tecnica della Fiat 124 berlina e spider da corsa

Gli ottimi (per l’epoca) freni a disco anteriori e posteriori della Fiat 124 Abarth Rally erano forniti dalla Bendix. Al ponte posteriore era stata montata la barra stabilizzatrice, una completamente nuova era stata adottata per l’anteriore. Per quanto riguarda le sospensioni, erano state montate delle molle posteriori più rigide e più alte di quelle anteriori. Gli ammortizzatori posteriori erano più lunghi. Quelli anteriori, invece, erano più corti rispetto al modello di serie. Guidabile ed abbastanza potente, la Fiat 124 Spider motorizzata con il 1.600 centimetri cubi aveva il suo punto di forza nell’affidabilità meccanica e nella robustezza complessiva mentre il “neo” era, come detto, il peso. Un po’ eccessivo.

L’assetto, complessivamente, era davvero molto diverso da quello delle vetture di odierne. E infatti, quando la si guida al limite, la 124 Abarth Rally è una vettura che abbisogna di molta attenzione. La vettura prodotta dalla Casa torinese è adatta ai percorsi tortuosi pieni di curve e la trazione, anche sui terreni accidentati, risulta essere sempre ottimale. Non è sempre necessario ricorrere al freno a mano e, quindi, la guida ne beneficia e risulta più facile rispetto a quella di altre vetture, come ad esempio la Lancia Fulvia HF.

La Fiat 124 Abarth Rally stradale, presentata nel novembre 1972 e costruita in novecento esemplari, è spinta da una variante portata a 128 cavalli, bialbero, di 1.756 centimetri cubi. Le versioni da gara di 1.998 cc, con l’ausilio di iniezione meccanica e, successivamente, anche di testata a 16 valvole, disponevano di potenze comprese fa 190 ed i 215 cavalli. La Abarth Rally ottenne molti successi in campo nazionale e continentale, ma non vinse mai il titolo iridato a causa della presenza della Lancia Stratos .

La squadra corse Fiat, che la preparava nello stabilimento torinese Abarth di corso Marche, la fece debuttare all’inizio del 1973 a Monte-Carlo, dove ottenne un settimo posto con Lele Pinto. E diventò subito protagonista finendo al secondo posto nel Campionato del Mondo Rally dietro lo squadrone delle Alpine Renault e davanti alla Lancia, che doveva ancora affidarsi alla Fulvia. L’anno dopo, il 1974, la 124 Abarth Rally vide la cilindrata salire da 1.756 a 1.839 cc, fattore che comportò una robusta iniezione di cavalli, destinati ad arrivare a 180 contro i 165 dell’annata del debutto.

La 124, ulteriormente alleggerita e irrobustita al tempo stesso, arrivò ad un passo dall’iride. L’appetito vien mangiando starai pensando. Ammetto di averlo pensato anche io. A causa della crisi energetica il calendario stravolto prevedeva cinque rally sugli otto previsti negli ultimi due mesi dell’anno ed il primo ottobre la Lancia omologò la Stratos in Gruppo 4 e per la 124 la strada si fece improvvisamente ripidissima. Il suo canto del cigno fu il Rally di Montecarlo 1976 con i colori OlioFiat.

Il volume ha quasi cento e settanta pagine con quasi quattrocento fotografie. “Fiat 124: berlna & spider da corsa” è un affascinante reportage (non tecnico) sulla prima vettura che faceva correre i piloti privati: la Fiat 124 berlina (e a seguire la veloce Special T) mamma della potente e raffinata Fiat 124 Spider, dic ui ho parlato nel post. Un avvincente libro. Un particolare punto di vista. La storia dello spider, disegnato da Tom Tjarda, che “punto” dallo Scorpione Abarth diventa 124.

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la scheda

FIAT 124 BERLINA & SPIDER DA CORSA

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 168

Immagini: 370 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 50 euro

ISBN: 978-8-8889393-7-7

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