Lancia 037, storia di una campionessa

Lancia 037, storia di una campionessa

La cover del libro di Peter Collins.

Un libro ricercato e autorevole che racconta la storia della Lancia 037, la storia di una campionessa non comune. Lancia 037: The Development & Rally History of a World Champion, che tradotto significa Lo sviluppo e la storia nei rally di una campionessa del mondo, è ormai per pochi. Racconta in modo meticoloso e dettagliato della fine degli anni Settanta, quando il problema di qualsiasi produttore che partecipa al Campionato del Mondo Rally è che le regole vengono cambiate con troppo breve preavviso.

L’opera esamina le soluzioni trovate per la vettura Lancia Rally 037 e conduce il lettore attraverso le nuove regole che tutti i potenziali contendenti dovrebbero prendere in considerazione se volessero vincere rally iridati. La Lancia Rally 037 è stata sviluppata rapidamente per affrontare l’allora dominante Audi Quattro. I motivi per cui è riuscito sono presenti qui, insieme a un’analisi approfondita e retrospettiva dello sviluppo dell’auto, con l’aiuto e la collaborazione del suo progettista e ingegnere capo, l’Ingegner Sergio Limone.

Qui puoi leggere come è stata decisa la configurazione di base della macchina, cosa le regole avrebbero consentito e come il progetto si è svolto in totale segreto nei vari circuiti di prova nei centri di Torino e nei dintorni della capitale sabauda, nascosti dai rumors della stampa automobilistica mondiale che cercava di dare un senso a quel poco di conoscenza che aveva in tema di progressi del progetto. Inoltre, le fotografie di Limone provenienti da aree non accessibili al pubblico raccontano la loro storia. Con questo libro disponibile solo in inglese, l’attenzione si sposta, quindi, sul mondo dei rally di alto livello, con tutte le glorie e i mal di testa associati.

Lancia 037, storia di una campionessa

Retrocopertina del libro dedicato alla Lancia Rally 037.

Accompagnati da una fotografie e da intuizioni straordinarie da parte dei membri del team, seguiamo le piccole e agili 037 nel percorso che hanno fatto per diventare così tanto popolari, mentre lottavano per il World Rally Championship nel 1983 e altre innumerevoli vittorie in tutto il mondo. Inoltre, ci sono prove di vari esempi chiave delle auto e appendici di eventi e telai utilizzati. Questo libro è illustrato con duecentocinquanta straordinarie e rare foto di azione. Altra pubblicazione della gamma Classic Reprint, questo libro esplora la storia, lo sviluppo e la storia di completamento delle prime auto da rally del Gruppo B nella nuova era della supercar da rally.

L’entusiasmo dell’autore, Peter Collins, per tutte le vetture italiane brilla di passione, poiché stava per entrare nel progetto, registrare e documentare tutte le fasi dello sviluppo delle vetture sin dall’inizio, insieme al progettista di macchine e all’ingegnere capo, Sergio Limone. Tutte le tappe sono completamente rappresentate con splendide fotografie d’epoca, in particolare quelle da test, anche privati, prima che la vettura fosse presentata al pubblico per la competizione nel 1982. Da lì, il libro passa attraverso le stagioni dei rally europei dal 1983 al 1986, condividendo approfondimenti da parte dei membri del team e di molti dei piloti che hanno guidato la macchina, in trionfo e tragedia, in questo periodo, prima che la potenza di altri produttori di rally prendesse il sopravvento su una ormai non più sviluppata 037.

Storia di tutti i risultati della Lancia 037

L’opera termina con una lista completa che illustra tutti i risultati raggiunti nella storia delle competizioni e una sezione su come possedere e guidare questo stallone italiano purosangue. Questo libro sarebbe un regalo eccellente per quelle buie notti invernali, in cui vale ancor più la pena guardare indietro nella storia e rivivere lo sport di quegli anni. Per coloro che hanno perso il libro la prima volta, è stata data una seconda possibilità. Non perdetela. La gestazione dell’auto, illustrata con copie di documenti di omologazione, disegni tecnici originali, fotografie di colpi di stato e testo molto leggibile.

L’autore ha avuto ampio accesso grazie all’ingegnere capo Limone e cita ampiamente commenti, oltre ad avere citazioni da piloti come Miki Biasion e Markku Alen e immagini e documenti dagli archivi aziendali. L’autore è stato co-fondatore e direttore della rivista Auto Italia nel Regno Unito dal 1994. L’entusiasmo di Peter Collins per il motorsport italiano emerge a Le Mans nel 1967 come sostenitore della Ferrari. Successivamente si lascia intimamente coinvolgere nella scena automobilistica italiana, sia con le auto sia con la gente. Peter ha pubblicato diversi libri con Veloce, tra cui libri sulla Lancia Delta HF Integrale, Alfa Romeo Tipo 33, Ferrari 312P e British Touring Car Racing.

La Lancia Rally 037 è stata una vettura prodotta dalla Lancia negli anni Ottanta per partecipare al Mondiale Rally. L’ingegnere Sergio Limone fu il responsabile del progetto SE037 e fu Cesare Fiorio, il direttore sportivo Fiat ad annunciare nel 1981 la nascita di un nuovo modello per il rally a causa dei cambiamenti nel regolamento. Il progetto fu sostenuto da una collaborazione tra Lancia, Pininfarina e Abarth, riprendendo l’evoluzione 037 realizzata dalla Abarth nella seconda metà degli anni Settanta, e fu presentato al cinquantanovesimo Salone dell’Automobile di Torino nel 1982. La versione stradale non riscosse particolare successo, per l’omologazione nel Gruppo B bisognava infatti costruire almeno duecento esemplari del modello in questione.

“Abbiamo ottenuto i primi importantissimi risultati 10 anni fa con la Fulvia HF, vincendo il Campionato del Mondo Rally 1972. Abbiamo ribadito la nostra superiorità per 3 anni consecutivi, dal 1974 al 1976, sempre con la Fulvietta, e altri tre titoli iridati ce li ha regalati la Fiat 131 Abarth Rally, nel 1977, nel 1979 e nel 1980. Tre dei nostri piloti sono saliti sul gradino più alto della classifica piloti: Sandro Munari, Markku Alen e Walter Rohrl. Ma nel 1982 dovremo affrontare una svolta regolamentare e, proprio per questo, i nostri programmi sono stati rivoluzionati. Correremo a partire da aprile, appena sarà omologata, con la Lancia Rally.

Era il 14 dicembre 1981 e Cesare Fiorio, responsabile delle attività sportive del Gruppo Fiat, annunciava la nascita della nuova “arma” torinese per i rally: la 037. Una vettura nuova, meccanicamente differente dalle progenitrici, voluta, progettata e costruita in funzione del nuovo regolamento Fisa Gruppo B. Il progetto – sviluppato in collaborazione tra Lancia, Abarth e Pininfarina – si materializzò nella sua veste definitiva il 2 maggio 1982 al Salone dell’Automobile di Torino. La Lancia 037, in versione stradale, viene presentata al grande pubblico nel corso della kermesse motoristica italiana riscuotendo immediatamente un grande successo fra gli addetti della stampa specializzata e i numerosi appassionati che affollavano i padiglioni di Torino Esposizioni.

Dal progetto SE037 alla regina dei rally

Le scelte che portarono alla realizzazione della 037 non furono certo facili. Parallelamente altri sostenevano di voler progettare una vettura da competizione fine a se stessa, modellata appositamente per le corse come fu per la gloriosa Lancia Stratos. In ogni caso occorreva costruire una degna erede della Fiat 131 Abarth Rally in breve tempo. Occorreva ideare un’auto vincente cercando di utilizzare, se necessario, anche soluzioni tecniche azzardate. “La scelta di adottare un motore turbo – sosteneva l’ingegnere Sergio Limone, responsabile del progetto – fu inizialmente presa in considerazione ma immediatamente scartata”. La Lancia non era in grado di realizzare in poco tempo un motore con quelle caratteristiche.

Si decise per una vettura convenzionale, con due ruote motrici, dotata di tutti i pregi della Fiat 131 con qualcosa in più a livello di telaio. Questo doveva essere concepito nella maniera più semplice possibile e in grado di consentire facili riparazioni e sostituzioni meccaniche durante i rally. Un telaio predisposto per un nuovo sistema di sospensioni, non più di tipo McPherson come sulla 131, ma a quadrilateri come nelle monoposto da pista. Questa soluzione era in grado di fornire diverse regolazioni di assetto e di camber e di utilizzare pneumatici sia radiali che non radiali.

Per motivi di tempo si pensò di utilizzare la cellula di un modello esistente. Tre vetture furono prese in considerazione: la Fiat Ritmo, la Lancia Delta e la Lancia Beta Montecarlo. L’ipotesi Ritmo fu subito scartata. Il nucleo della media di casa Fiat era utilizzabile, ma l’immagine che si voleva dare alla nuova arma per i rally doveva essere più di impronta stilistica Lancia. Tutte le attenzioni, pertanto, si concentrarono sulla Beta.

Dopo molti studi e ripensamenti, nel luglio del 1980 furono realizzati i disegni del progetto denominato SE037 e sei mesi dopo, nel dicembre 1980, il primo prototipo funzionante correva già lungo la pista dell’ex campo di volo di corso Marche a Torino. Il compito di dare forma alla 037 fu affidato alla Pininfarina, azienda leader nel design delle automobili che già negli anni precedenti aveva studiato la linea delle Lancia Aurelia B20, B24 e della Gamma Coupè. Il risultato finale fu davvero eccellente.

Il propulsore è un classico di casa Fiat, con quattro cilindri in linea di 1995 centimetri cubici e quattro valvole per cilindro. Queste soluzioni tecniche, sebbene singolarmente, erano già state adottate in precedenza con ottimi successi. La testata a quattro valvole era già stata sperimentata sulle vittoriose 131 e a sua volta derivava da un’evoluzione del motore 1800 centimetri cubici adottato dalle 124. La scelta di questo motore, la cui potenza fu incrementata dal compressore volumetrico, fu caldeggiata dall’ingegnere Aurelio Lampredi.

Il quattro cilindri in linea 16 valvole e sovralimentato da un compressore volumetrico volumex che sviluppava 205 cavalli capaci di spingere la 037 a oltre 220 chilometri orari e di farle raggiungere i 100 all’ora, da ferma, in meno di 7″. La Lancia 037 aveva però il non facile compito di sostituire la gloriosa Fiat 131 che aveva raccolto numerosi successi. Si decise di scartare il sistema di turbocompressore in virtù di un compressore volumetrico sviluppato dall’Abarth e si realizzò un telaio estremamente semplice e munito di sospensioni a quadrilatero come per i modelli da pista anziché del tipo McPherson come sulla 131.

Motore posteriore centrale, sovralimentazione mediante compressore volumetrico e oltre 300 cavalli di potenza sono gli ingredienti principali che compongono questa fantastica vettura, unica nel suo genere e dalla tecnica molto raffinata. Osservandola nei dettagli, anche nei più piccoli, possiamo stabilire in che modo riesca ad interpretare il regolamento del Gruppo B. Entrando nell’abitacolo, decisamente stretto, subito si ha la sensazione di trovarsi, più che in un’auto da rally, in una vettura da pista. La visibilità anteriore, come sulla vettura stradale, è buona, mentre quella posteriore praticamente inesistente. La versione da gara colse numerose affermazioni in campo rallystico, tra cui il titolo del Mondiale Rally 1983. Fu l’ultima auto a due ruote motrici a vincere il Campionato del Mondo Rally.

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la scheda

LANCIA 037

Autore: Peter Collins

Copertina: rigida

Pagine: 224

Immagini: 465 a colori e 20 in bianco e nero

Editore: Veloce

Prezzo: 66 euro (formato cartaceo) 31,19 euro (formato kindle)

Peso: 1,4 chili

ISBN: 978-1-7871112-8-8

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