Lancia Fulvia HF e tutte le altre Fulvia

Lancia Fulvia HF e tutte le altre Fulvia

La copertina del libro sulla Fulvia.

Una monografia completa che spazia dalle vicende che hanno segnato la nascita e la carriera della HF, protagonista indiscussa dei tracciati da rally negli anni Sessanta e Settanta, alle delucidazioni di carattere tecnico sui livelli di preparazione e le varianti meccaniche, fino alle problematiche legate al restauro di questa ricercatissima Lancia. Questo è “Lancia Fulvia HF e tutte le altre Fulvia“, edito da Giorgio Nada Editore.

Nel volume, con la HF sono trattate anche tutte le altre versioni della numerosa famiglia delle Fulvia. Ovviamente, lo sai perché si chiama Fulvia, vero? Lascia che te lo riassuma in due parole, potrebbe sembrare sacrilego non ricordarlo. Proseguendo nella serie dei nomi femminili contrassegnati dalla lettera F, la Lancia battezzò “Fulvia” la nuova berlina di classe media che nel 1963 prese il posto della gloriosa ma ormai antiquata Appia.

La Fulvia berlina riscosse un notevole successo, rimanendo a listino, praticamente senza modifiche sostanziali, fino al 1972. Dalla berlina vennero derivati nel 1965 due modelli sportivi: la Coupé, prodotta direttamente dalla Lancia, e la Sport, disegnata e costruita da Zagato. Entrambi possono essere annoverati fra i capolavori dell’industria automobilistica italiana degli anni Sessanta, ma il primo può vantare anche una trionfale carriera agonistica ottenuta con la versione da competizione entrata presto nella leggenda: la Fulvia HF. Quest’opera è in assoluto il “libro di referenza” non soltanto di questo modello, ma anche di tutte le altre Fulvia a ciascuna delle quali è dedicato uno specifico capitolo.

Ovviamente, quando si scrive, in particolare, della Lancia Fulvia Coupé HF – cioè della versione da competizione della Lancia Fulvia Coupé – bisogna indossare i guanti di seta. Non si parla di una gran “Signora”, come poteva essere considerata la Ford RS200 Gruppo B, ma neppure di una “Regina”, come fu la Lancia Rally 037 e la Stratos. E neppure di un’“Imperatrice” come la Delta S4 e le sue successive evoluzioni che portarono alla Delta Integrale Evoluzione. La Fulvia è una “Principessa” e la sua storia è singolare. Già che ci siamo, rinfreschiamoci le idee.

Dalla non fortunatissima berlina Lancia Fulvia, nel 1965, ne derivò un’elegante e sportiva coupé, che divenne un enorme successo commerciale, grazie alla bellezza della linea e, in un secondo tempo, all’impulso derivante dalle numerose vittorie nelle gare di rally, culminate con la conquista del titolo Costruttori dell’edizione 1972 della massima serie internazionale di rally. Disegnata da Piero Castagnero, che si era ispirato al motoscafo Riva, la Fulvia Coupé era una berlinetta sportiva a due posti più due, dall’aspetto elegante, dalle finiture curate (come la plancia rivestita in vero legno) e dalle prestazioni sportive.

La Lancia Fulvia Coupé HF, nella sua versione di 1.600 centimetri cubi, fu tra le principali protagoniste delle competizioni rallystiche sul finire degli anni ’60 e dei primi anni ’70. Il debutto avvenne al Tour de Corse del 1965, pochi mesi dopo la sua presentazione al Salone dell’Automobile di Torino. Nel Campionato del Mondo Rally, ufficialmente istituito nel 1973, ottenne solamente un terzo posto al Safari Rally del 1974 con Sandro Munari, ma in realtà la Fulvia Coupé aveva consumato i suoi successi negli anni precedenti, conquistando anche il Mondiale Marche nel 1972, che già dall’anno successivo sarebbe diventato l’attuale Campionato del Mondo Costruttori. E’ tutta una questione di forma, ma non di sostanza.

Nel 1973 Sandro Munari e la Lancia Fulvia 1.6 HF continuano a collezionare un successo dietro l’altro e si aggiudicano il Campionato Europeo Rally. Nel mese di novembre termina la produzione della seconda serie, ma già il mese successivo è pronta l’erede. La Lancia presenta ufficialmente la terza serie della berlinetta sportiva torinese che, nonostante l’avvenuto debutto della Lancia Beta Coupè, non solo non vuol saperne di andare in pensione, ma si è vista prolungare la vita di cinque anni.

Nel 1974 la Fulvia Coupè partecipa al Safari Rally e per commemorare l’evento la Lancia commercializza un’altra versione speciale della Fulvia, la Safari, dall’allestimento molto spartano, fatto che molto probabilmente ne decretò lo scarso successo commerciale. Disponibile in un numero limitato di colori, la Safari è priva dei paraurti, ha la mascherina dei fari, la calandra, la griglia del cofano, i tergicristalli e lo specchietto esterno di color nero opaco. Il 1976 è l’anno in cui cessa definitivamente la produzione della Fulvia Coupè. La Lancia Beta Coupè, sua sostituta, è ormai sul mercato già da due anni e mai era successo nella storia di un modello di auto che venisse concessa un’eccezione come quella che di fatto è stata concessa alla Fulvia.

Nelle competizioni la Fulvia passa il testimone alla Stratos. In realtà, fu il 1974 l’ultimo anno di gare ufficiali per la HF 1600 che concludeva con onore la sua carriera vincendo la 24 ore di Chamonix con Amilcare Ballestrieri e Simo Lampinen, oltre al terzo posto del Safari Rally con Munari. I punti conquistati dalla Fulvia HF contribuivano a far vincere un altro titolo iridato alla Casa torinese. E poi, siccome era ed è amatissima, la Fulvia ha continuato a correre fino alla scadenza della sua omologazione in tanti rally nazionali, passando poi alle gare riservate alle auto d’epoca appena divenne una “nonnina”.

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la scheda

LANCIA FULVIA COUPÉ E TUTTE LE ALTRE FULVIA 

Autore: Enzo Altorio

Copertina: rigida

Pagine: 304

Immagini: a colori e in bianco e nero

Formato: 24 x 27 centimetri

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 49 euro

Peso: 1,5 chilogrammi

ISBN: 978-8-8791108-4-6

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