Reparto Corse Lancia: la Fulvia Coupé HF

Reparto Corse Lancia, la Fulvia Coupé HF

Il libro sulla Lancia Fulvia HF.

La storia della mitica Lancia Fulvia allestita presso il Reparto Corse Lancia, vista da dentro. Un libro da leggere tutto di un fiato con descrizioni tecniche, i resoconti delle gare, aneddoti vissuti dai protagonisti. “Reparto Corse Lancia: Fulvia Coupé HF – La genesi di un mito raccontata da un protagonista”. Il libro che mancava per raccontare con il cuore la storia del Reparto Corse Lancia, dei suoi uomini e delle sue auto. Un’opera fantastica, realizzata da una cosa editrice come Epehedis, non nuova ad operazioni di altassima qualità editoriale.

Il nome Lancia è anche legato alla storia della Targa Florio, fin dagli anni pionieristici, quando un Vincenzo Lancia partecipava alla corsa siciliana come pilota della Fiat. Con i tre successi consecutivi dal 1952 al 1954 la Lancia entrava di diritto nell’albo d’oro della Targa Florio. Nel periodo mondiale della gara siciliana, prima con le Flaminia Sport Zagato e successivamente con le Fulvia e le Stratos il marchio torinese è sempre stato protagonista nelle sue classi, ma anche nei primi posti delle classiche assolute.

Dal 1972 il Reparto Corse Lancia è stato anche l’attore principale del neonato Rally Internazionale di Sicilia, divenuto nel 1978 proseguimento non solo ideale della Targa Florio e Fulvia e Stratos hanno firmato ben sette vittorie consecutive della gara. Alla Targa Florio e alla Lancia è anche legata l’introduzione dei collegamenti radio tra box ed auto, indispensabili per una gara cosi lunga, quanto sviluppato in Sicilia grazie anche all’apporto del radioamatore palermitano Raffaele De Bonis, è stato poi utilizzato in una gara massacrante ed impegnativa come il Safari. Ma non solo.

La Fulvia è una “Principessa” e la sua storia è singolare. Dalla non fortunatissima berlina Lancia Fulvia, nel 1965, ne derivò un’elegante e sportiva coupé, che divenne un enorme successo commerciale, grazie alla bellezza della linea e, in un secondo tempo, all’impulso derivante dalle numerose vittorie nelle gare di rally, culminate con la conquista del titolo Costruttori dell’edizione 1972 della massima serie internazionale. Disegnata da Piero Castagnero, che si era ispirato al motoscafo Riva, la Fulvia Coupé era una berlinetta sportiva a due posti più due, dall’aspetto elegante, dalle finiture curate (come la plancia rivestita in vero legno) e dalle prestazioni sportive.

La Lancia Fulvia Coupé HF, nella sua versione di 1.600 centimetri cubi, fu tra le principali protagoniste delle competizioni rallystiche sul finire degli anni Sessanta e dei primi anni Settanta. Il debutto avvenne al Tour de Corse del 1965, pochi mesi dopo la sua presentazione al Salone dell’Automobile di Torino. Nel Campionato del Mondo Rally, ufficialmente istituito nel 1973, ottenne solamente un terzo posto al Safari Rally del 1974 con Sandro Munari, ma in realtà la Fulvia Coupé aveva consumato i suoi successi negli anni precedenti, conquistando anche il Mondiale Marche nel 1972, che già dall’anno successivo sarebbe diventato l’attuale Campionato del Mondo Costruttori. E’ tutta una questione di forma, ma non di sostanza.

Lancia Fulvia Coupé HF: nasce la versione da gara

La Fulvia Coupè è una vettura a trazione anteriore. Con la berlina condivide il motore anteriore (progettato da Ettore Zaccone Mina e caratterizzato da un’architettura a V di 13° e inclinato di 45°) longitudinale a quattro cilindri con due carburatori doppio corpo, con una sola testata per le due bancate di cilindri. La testata ha due alberi a camme, che azionano le valvole per mezzo di bilancieri: un albero, che si trova nella parte della testata più vicina ai carburatori, regola le valvole di aspirazione dei cilindri, l’altro comanda le valvole di scarico. La cilindrata è di 1.216 centimetri cubi, la potenza è di 80 cavalli a 6.000 giri al minuto, mentre la coppia massima è di 106 newtonmetri a 4.000 giri/minuto. Al motore è associato un cambio manuale a quattro rapporti.

Il pianale della Fulvia Coupè è la versione accorciata del pianale della berlina, derivato a sua volta da quello della Flavia Coupè. Le sospensioni anteriori sono a ruote indipendenti e quadrilateri deformabili, mentre quelle posteriori sono ad assale rigido. Sono presenti freni a disco sulle quattro ruote, ma senza servofreno. La Fulvia Coupè raggiunge la velocità massima di 160 chilometri orari e accelera da 0 a 100 in 14”. Queste le specifiche tecniche della versione di serie. Pochi mesi dopo la presentazione, la Fulvia Coupè esordisce nel Mondiale Rally, partecipando al Tour de Corse, dove Leo Cella si piazza ottavo assoluto, al termine di una gara difficilissima. Subito dopo questo rally, la vettura viene sottoposta ad una cura dimagrante e “vitaminizzante” che le permetterà di sviluppare 8 cavalli in più.

A gennaio 1966 viene presentata la Coupè HF, con carrozzeria alleggerita rispetto alla Coupè. Il motore resta invariato, ma oltre alla potenza che cresce fino a 88 cavalli, anche la coppia disponibile aumenta: 110 newtonmetri a 5.000 giri. La Lancia stavolta non sbaglia: la Fulvia Coupè HF, sempre guidata da Leo Cella, si aggiudica in quello stesso anno il Rally dei Fiori, che poi diventerà il Rally di Sanremo. Nel 1967, la Fulvia 1.3 HF si distingue dalla Fulvia 1.3 per la banda bicolore giallo-blu sul cofano, per la scritta HF sulla fiancata e per altri dettagli estetici. La potenza della 1.3 HF è di 101 cavalli e la coppia è di 133 newtonmetri.

La 1.3 HF in allestimento corsa è equipaggiata con il nuovo cambio a cinque marce, progettato da Lancia e ZF e caratterizzato dall’avere la prima in basso a sinistra. Passa pochissimo tempo e la Fulvia Coupè 1.3 HF vince il Tour de Corse guidata da Sandro Munari. E’ la consacrazione della bontà dell’auto. Presentata alla fine del 1968 e commercializzata nel 1969, è la Fulvia Rallye 1.6 HF. Adotta motore di 1.584 centimetri cubi, che sviluppa una potenza di 115 cavalli a 6.200 giri/minuto e una coppia di 156 Nm a 4.500 giri. Equipaggiata di serie col nuovo cambio a cinque marce e con fari allo iodio, si distingue esternamente per i fari abbaglianti di dimensioni maggiori rispetto al passato.

La versione da gara, la Fulvia Rallye 1.6 HF Corsa, eroga una potenza di 160 cavalli e supera i 200 chilometri orari. Nell’anno del debutto, la Fulvia 1.6 HF inizia subito a vincere e si aggiudica il Campionato Europeo con Harry Kallstrom. Nel mese di novembre del 1970, al Salone dell’Automobile di Torino, debutta la seconda serie della Fulvia, con la presentazione della 1.3s S2, che sostituisce la 1.3s, ed il rinnovamento della 1.6 HF. Nel 1972, Sandro Munari, alla guida di una 1.6 HF, vince il Rally di Montecarlo. Per festeggiare l’evento la Lancia commercializza una nuova versione della 1.3s S2, la Fulvia Montecarlo.

Reparto Corse Lancia: genesi della Fulvia Coupé HF

E’ pertanto con piacere che presento questo libro, avendo il Reparto Corse Lancia contribuito a scrivere tante pagine entusiasmanti della storia della Targa Florio e del Rally di Sicilia. Reparto Corse Lancia, di Gianni Tonti ed Emanuele Sanfront, con la prefazione di Sandro Munari, racconta l’attività della mitica officina di Borgo San Paolo di Torino dal 1967 al 1974, quando direttore tecnico era lo stesso Gianni Tonti. È il periodo in cui l’arma vincente della Lancia è la Fulvia HF.

Nel 1973 Sandro Munari e la Lancia Fulvia 1.6 HF continuano a collezionare un successo dietro l’altro e si aggiudicano il Campionato Europeo Rally. Nel mese di novembre termina la produzione della seconda serie, ma già il mese successivo è pronta l’erede. La Lancia presenta ufficialmente la terza serie della berlinetta sportiva torinese che, nonostante l’avvenuto debutto della Lancia Beta Coupè, non solo non vuol saperne di andare in pensione, ma si è vista prolungare la vita di cinque anni. Nel 1974 la Fulvia Coupè partecipa al Safari Rally, e per commemorare l’evento la Lancia commercializza un’altra versione speciale della Fulvia, la Safari, dall’allestimento molto spartano, fatto che molto probabilmente ne decretò lo scarso successo commerciale.

Disponibile in un numero limitato di colori, la Safari è priva dei paraurti, ha la mascherina dei fari, la calandra, la griglia del cofano, i tergicristalli e lo specchietto esterno di color nero opaco. Nel 1976 cessa definitivamente la produzione della Fulvia Coupè. La Lancia Beta Coupè, sua sostituta, è ormai sul mercato già da due anni e mai era successo nella storia di un modello di auto che venisse concessa un’eccezione come quella che di fatto è stata concessa alla Fulvia. Nelle competizioni la Fulvia passa il testimone alla Stratos.

In realtà, fu il 1974 l’ultimo anno di gare ufficiali per la HF 1600 che concludeva con onore la sua carriera vincendo la 24 ore di Chamonix con Amilcare Ballestrieri e Simo Lampinen, oltre al terzo posto del Safari Rally con Munari. I punti conquistati dalla Fulvia HF contribuivano a far vincere un altro titolo iridato alla Casa torinese. E poi, siccome era ed è amatissima, la Fulvia ha continuato a correre fino alla scadenza della sua omologazione in tanti rally nazionali, passando poi alle gare riservate alle auto d’epoca appena divenne una “nonnina”.

In questo magnifico libro sono descritti e riportati i dietro le quinte delle gare, i meccanici, la loro professionalità, l’attaccamento alla marca, alcuni divertenti aneddoti, le strategie di gara, la scaltrezza del direttore sportivo Cesare Fiorio, le scelte tecniche, l’attività di piloti e co-piloti. In sintesi la storia di come è nata ed è stata realizzata la Fulvia, comprese le sue evoluzioni molto particolari come la barchetta F&M Special… e molto altro ancora.

Tonti e il lavoro di catalogazione di ogni Fulvia Coupè HF

Di ogni mitica coupé da competizione, allestita presso il reparto sportivo della Casa torinese, Tonti ha redatto un quadernetto che riporta le modifiche, gli interventi, gli aggiornamenti e le gare cui ha partecipato, i piloti che l’hanno guidata e molte altre interessanti notizie. Il libro, di 300 pagine, riporta in appendice, le “note” di Tonti relative a 7 macchine, tra le quali la gloriosa “Fulvietta” numero 14 con cui Sandro Munari e Mario Mannucci hanno vinto il Rally di Monte-Carlo 1972.

La versione “Limited Edition”, rivolta ai fanatici che vogliono conoscere tutto, ma proprio tutto sulla Lancia, comprende anche un secondo volume di 204 pagine, che riporta tutti i quaderni ed i registri con la descrizione minuziosa delle 49 Fulvia HF da corsa preparate dal Reparto Corse Lancia. Il progetto grafico tende a dare respiro e rilevanza ai contenuti presenti, siano essi testi o immagini, tramite una spaziosità elegante e mai invasiva che si riflette anche nella particolarità del formato di prestigio: 27 x 30 cm. Un libro “grande” e un grande libro, che dà modo al lettore di entrare in profondità nei racconti, nei viaggi e nelle situazioni raccontate con esperienza dagli autori.

Un’opera che può essere paragonata ad uno scrigno di ricordi ed emozioni per la prima volta svelate al grande pubblico. Con un design moderno, pulito, essenziale, progettato per mettere in risalto la parte emotiva, romantica e documentaristica delle molte fotografie inedite presenti. Il libro Reparto Corse Lancia è disponibile, nella versione normale, al prezzo di 72 euro e in quella “Limited Edition” a 176 euro. Di quest’ultima edizione, con due volumi racchiusi in un cofanetto è prevista una tiratura limitata di duecento copie numerate con dediche personalizzate e autografate.

Sfoglia con noi il libro

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la scheda

FULVIA COUPE’ HF – LA GENESI DI UN MITO

Autori: Gianni Tonti, Emanuele Sanfront

Volumi: collana editoriale Reparto Corse Lancia

Copertina: rilegata con sovracopertina

Pagine: 300

Immagini: oltre 400 foto a colori e in bianco e nero

Formato: 28 x 31 centimetri

Editore: Ephedis

Prezzo: 130 euro

ISBN: 978-2-9546389-0-4

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