Articoli

Luciano Trombotto a modo nostro

Luciano Trombotto a modo nostroLuciano Trombotto a modo nostro. Aneddoti e ricordi vissuti assieme a Luciano Trombotto. Gli auguri e le testimonianze raccolte in occasione dell’ottantesimo compleanno in un originale libro-dedica dal titolo “Luciano Trombotto – Lucky Rombo“, che gli innumerevoli amici ed ex colleghi hanno voluto omaggiare al pilota sanremese per i suoi ottant’anni.

Gli amici sono Luca Pazielli, Gianfranco Silecchia, Renato Ronco, Daniele Audetto, Carlo Cavicchi, Gian dell’Erba, Sergio Barbasio, Leo Pittoni, Maurizio Enrico, Francesco Bossola, Luca Cordero di Montezemolo, Michele Fenu, Piero Sodano, Ettore Tesio, Andrea e Paola Paganelli, Ninni Russo, Sandro Munari, Amilcare Ballestrieri, Bepi Zanchetti, Emanuele Sanfront, Bobo Cambiaghi, Gianfranco Capra, Maurizio Verini e Pier Giovanni Trossero. Tutti a raccontare Luciano Trombotto secondo loro.

A metà febbraio del 2016, Sotto la regia di Gianfranco Silecchia, uno dei direttori sportivi della squadra rally Fiat, da anni detto il “Governatore della Repubblica di Pinerolo”, e di Luca Pazielli, autore per anni con Renato Ronco, dei reportage sui rally sulle frequenze di TeleMontecarlo, il mondo dei rally degli anni Settanta si è ritrovato nelle solenni ed austere sale del Circolo Sociale per spegnere le Ottanta candeline sulla torta dedicata a Luciano Trombotto uno dei più autorevoli interpreti dei rally di quegli anni al volante dello spider Fiat 124. Nessuno ha voluto mancare all’appuntamento. Gli anni passano, le fisionomie mutano ma è stato uno spettacolo vedere come si riconoscevano a prima vista eppure per molti , tanti davvero, era un’occasione che mancava da oltre trenta anni.

C’erano proprio tutti: oltre a Silecchia e a Daniele Audetto, c’era Amilcare Ballestrieri, i fratelli Sergio e Silvio Maiga, Mauro Pregliasco, poi Maurizio Verini, Alcide Paganelli, Ninni Russo, Bobo Cambiaghi ed Emanuele Sanfront, Maurizio Ambrogetti, Francesco Bossola, Sandro Munari, Rossetti, Fulvio Bacchelli, Maurizio Enrico, Ettore Tesio, Bepi Zanchetti, Riccardo Gatti, Mario Ferrero, Giorgio Vergnano, Tony Carello, Donatella Tominz, Pino Ceccato, Gianfranco Capra, Rudy Dal Pozzo, Federico Ormezzano, Tony Fassina, Lucky Battistolli, Elio Doria, in rappresentanza di tutti i meccanici, Ariella Mannucci, che a questi appuntamenti non manca mai, Carlo Cavicchi, Michele Fenu, Fabrizio De Checchi.

Questo il contesto che ha svelato il libro edito dalla Ephedis di Paolo Borgogno: Luciano trombotto – Lucky Rombo, ormai praticamente introvabile, sia sul mercato dei libri nuovi sia su quello dei libri usati. Luciano Trombotto il meglio lo ha dato al volante ma era un personaggio eclettico basti pensare che la sua passione era la musica: cantava suonando la chitarra con il complesso, sempre pinerolese, “Santiano” e così era un grande animatore delle notti al Sestriere e durante il giorno delle piste di sci. Proprio una sera incontrò nella località sciistica, regno della famiglia Agnelli, l’Avvocato, Vittorio Gassman e il regista Luciano Salce. Fu innamoramento a prima vista… Trombotto si trovò catapultato nel cast del film “Slalom” come controfigura sciistica di Gassman.

Racconti di Luciano Trombotto, alias Lucky Rombo

Racconta Emanuele Sanfront, copilota di Bobo Cambiaghi e giornalista a Quattroruote: “Quell’edizione del Rally Monte-Carlo 1976 fu per me particolare. Avrei dovuto partecipare a fianco di Bobo Cambiaghi chiamato a sostituire Fulvio Bacchelli, ammalatosi pochi giorni prima del via. Però, il regolamento non permetteva di sostituire entrambi i componenti l’equipaggio. A Bobo, sulla Fiat 124 Abarth numero 5, fu affiancato Bruno Scabini, il navigatore di Fulvio e a me non rimase che il ruolo di “ricognitore” come già molte altre volte. Questa, con Luciano Trombotto ex pilota ufficiale Fiat”.

“Luciano capì il mio sconforto e, appena lasciato Monte-Carlo, lungo la salita verso la Turbie, mi rincuorò facendomi capire l’importanza del lavoro che stavamo per intraprendere. Così, in piena notte, per controllare se le note di Bobo fossero precise, stabilì di affrontare con decisione una prova speciale molto innevata. La salita e discesa di un colle. Luciano dimostrò subito di non aver perso lo smalto andando come un fulmine. Io mi concentrai al massimo quasi fossimo in gara riuscendo a dare la giusta cadenza alle note. Poi dopo un dosso, nella lunga e ripida discesa verso fine prova, Luciano diede un’ulteriore dimostrazione di come guida un campione facendo scodinzolare il muletto Fiat 124 Abarth e danzando da una curva all’altra. Spettacolo! Grazie Luciano per aver saputo mitigare la mia delusione e per le emozioni che mi hai consentito di vivere. Fiero della tua amicizia e… ciao Bobo, ciao Bruno!”.

Trombotto iniziò la sua carriera corsaiola con degli amici, tra i quali Silecchia, nelle gimkane. Insieme fondarono la Pinerolo Corse con Gino Macaluso e Luca Cordero di Montezemolo. In quei tempi si disputavano i primi rally che andarono ad affiancare le gare di regolarità. Non esistevano ancora classifiche di merito, nessuno sapeva in realtà chi fosse il più forte della nuova disciplina. Nel 1969, la Pinerolo Corse venne affiancata dalla Tre Gazzelle che era in fondo la Fiat ufficiale. Il suo debutto in gara avvenne con la moglie nell’autosciatoria su Fiat 850 Coupé e replicò al Monti Savonesi con un quinto posto assoluto. Poi, al Rally di Sardegna su Fiat 124 Berlina, che era la macchina da lavoro. Unici rinforzi: protezione per la coppa dell’olio e quattro gomme MS.

Quando lo incontravi, in situazioni ufficiali, amava raccontare un aneddoto in particolare: “Al Rally Medio Adriatico me la giocavo con Amilcare Ballestrieri per il successo quando, finita una prova speciale, all’inizio di un trasferimento Ballestrieri si sbraccia e mi fa capire che è rimasto senza benzina. Io torno in senso inverso e avverto la direzione gara. Alla fine, vince Amilcare e io arrivo secondo. Avrei potuto vincere, ma per me la solidarietà fu un gesto naturale. Un giornale mi defini “Cavaliere Bianco” che era un bel titolo, ma ho sempre pensato che fosse una presa in giro. Amilcare era davvero senza benzina, non facemmo nessuna furbata”. Questi aneddotti e molti altri inediti sono raccolti nel libro Luciano Trombotto – Lucky Rombo.

la scheda

LUCIANO TROMBOTTO – LUCKY ROMBO

Autori: Autori Vari

Copertina: rigida

Pagine: 36

Immagini: a colori e in bianco e nero

Formato: 24 x 21 centimetri

Editore: Ephedis

Prezzo: 50 euro

Peso: 200 grammi

ISBN: 978-2-9546389-4-2

Guarda il video

Le sette vite della Jena Cambiaghi

Le sette vite della Jena Cambiaghi

La copertina del libro di Bobo Cambiaghi.

Nel caso del libro di Bobo Cambiaghi, Le sette vite della Jena – Le mie storie di rally, musica, pesca, volo, cavalli, bridge, bob, golf…, diventa utile fare il “copia-incolla” delle sue considerazioni su ciò che lo stesso autore ha scritto, sul prodotto finale dopo averlo letto e riletto più e più volte, prima di darlo alle stampe.

“Se mi chiedete cosa leggerete in questo libro, la risposta più semplice sarebbe: l’estratto Liebig di 67 anni di vita, ma, al di la della qualità del lessico e degli argomenti trattati, la cosa più importante è definire a cosa serve e a chi serve. Qui la risposta è relativamente semplice, ma è indubbio che nella mia testa questo lavoro è stato concepito e sviluppato per dare risalto al meraviglioso luna park rappresentato da questo mondo in cui viviamo e che lascia esclusivamente a noi la possibilità di usufruirne e giocarci”.

A questo punto, la domanda diventa: a chi è rivolto? “Va da se che i veri utenti finali del libro, non possono essere che i giovani che hanno ancora tutta la vita davanti e che da quest’opera dovrebbero accrescere il loro entusiasmo verso l’infinita varietà di occasioni che quotidianamente si presentano loro e che, come fiori, non aspettano altro che di essere colte“.

E i nostalgici dei rally? “Poi è indubbio che desterà l’interesse dei vecchi nostalgici dei rally, quando i rally erano veri e autentici , di parenti e amici, curiosi di vedere cosa possa scaturire dalla mente devastata della vecchia “Jena“. Ma sarebbe stato sterile scrivere solo di corse in chiave biografica ed è per questa ragione che ho scritto in chiave aneddotica ricordando più i momenti goliardici o nostalgici di quel tempo, che la bieca esaltazione di successi superati dal tempo che non fregano niente a nessuno, me per primo”.

Per finire, le parole di Bobo Cambiaghi sono: “Per questa ragione ho inserito storie e racconti emozionanti su attività da me svolte in maniera seria e approfondita come la musica, la pesca, il cavallo ed altre ancora, che ho ritenuto potessero interessare e coinvolgere anche chi di questi argomenti non conosce niente. Ci sarò riuscito ? Non lo so, saranno solo i miei coraggiosi lettori i giudici implacabili di questo lavoro ed io come un antico gladiatore aspetterò in mezzo all’arena di vedere dove saranno rivolti i loro pollici. Che Dio me la mandi buona”.

Bobo Cambiaghi, noto come la “Jena” per la sua capacità di non mollare mai gli avversari, era nato nel mese di gennaio del 1947. E’ stato campione italiano rally nel 1975, con la Fiat 124 Abarth Spider ufficiale e ha gareggiato, in seguito, anche con una Fiat 131 Abarth della squadra corse torinese. Eclettico appassionato di musica e organista autodidatta (ha suonato per il Clan di Celentano, ha composto musiche per i programmi Rai e ha organizzato a Milano, concerti con i più grandi organisti mondiali) è poi diventato un imprenditore di successo.

Cambiaghi è stato uno sportivo a tutto tondo praticando – oltre all’automobilismo – anche l’equitazione, la pallacanestro, il motociclismo. Nel suo curriculum c’è pure una esperienza televisiva, inizialmente ad Antenna Nord per le prime dirette dai rally nella storia del piccolo schermo e poi, assieme ad Andrea de Adamich, come co-conduttore del programma Grand Prix su Italia 1. E per non smentirsi nella passione per la velocità, ha vissuto anche importanti esperienze come pilota di aerei, pilota di bob e pilota di scafi off-shore, condividendo quest’ultima passione con il cugino ed ex pilota di rally Maurizio Ambrogetti.

Se è di tuo gradimento, puoi acquistare il libro direttamente dal blog “Libri di Rally” al miglior prezzo, oltre che con le garanzie e la formula soddisfatti o rimborsati di Amazon. Al fondo della scheda trovi l’apposita finestra per procedere all’acquisto.

la scheda

LE SETTE VITE DELLA “JENA”

Autore: Bobo Cambiaghi

Copertina: morbida

Immagini: 110 in bianco e nero

Pagine: 216

Formato: 17 x 24 centimetri

Editore: Editoriale Lariana

Prezzo: 20 euro

Peso: 280 grammi

ISBN: 978-8-8981820-9-1

Acquista

Guarda il video

Amilcare Ballestrieri belin che artista

Amilcare Ballestrieri belin che artista

Il libro di Luca Pazielli.

Amilcare Ballestrieri belin che artista è un libro che raccoglie una serie di aneddoti e ricordi vissuti assieme a questo grande campione. Gli auguri e le testimonianze raccolte in un originale libro-dedica che gli innumerevoli amici ed ex-colleghi hanno voluto omaggiare al pilota sanremese per i suoi ottanta anni. In occasione della festa per i suoi ottant’anni, gli amici e gli ex compagni di squadra.

A ricordarlo sono Luca Pazielli, Adriano d’Andrea, Giacomo Agostini, Guido Rancati, Carlo Cella, Giancarlo Mamino, Daniele Audetto, Renato Ronco, Roberto Angiolini, Cesare Fiorio, Luca Cordero di Montezemolo, Gianni Tonti, Sandro Munari. Ma non solo.

Ci sono anche Piero Sodano, Ariella Mannucci, Nik Bianchi, Arnaldo Bernacchini, Simo Lampinen, Silvio Maiga, Jean-Claude Andruet, Biche, Gérard Larrousse, Bobo Cambiaghi, Mauro e Aurelia Pregliasco, Emanuele Sanfront, Maurizio Ambrogetti, Arnaldo Tonti, Sergio Maiga, Federico Ormezzano, Beppe Donazzan, Rudy Dalpozzo, Gigi Lucky Battistolli, Tonino Tognana, Tony Fassina, Gian Dell’Erba, Luciano Trombotto, Miki Biasion, Gabriele Noberasco, Dario Cerrato, Lucio Guizzardi, Renato Della Valle, Carlo Rossi, Franco Fiorucci, Fabrizio De Checchi, Carlo Cavicchi raccontano Amilcare Ballestrieri. Il libro è disponibile in italiano, francese e inglese.

Ballestrieri viene alla luce a Sanremo il 17 settembre 1935 ed è stato sia un campione motociclistico sia automobilistico. Come detto, si dedica inizialmente al motociclismo, ottenendo buoni risultati negli anni Sessanta: diventa tre volte campione italiano della montagna su strada con la MotoBi, nel 1962, nel 1963 e nel 1964, una volta campione italiano juniores classe 175 nel 1964 e vince due volte il Circuito di Ospedaletti, nel 1963 e nel 1964. Si aggiudica il Campionato Italiano Rally 1973 su Lancia Fulvia HF navigato da Silvio Maiga.

Nel Campionato del Mondo Rally partecipa complessivamente a dieci gare dal 1973 al 1977, ottenendo un buon quinto posto assoluto nel Sanremo iridato come miglior piazzamento, al volante della Opel Kadett GT/E. Riesce a vincere il Rally di Sanremo nel 1972, che non è valido per il Mondiale, ma è valevole per il Campionato Internazionale Costruttori. Nei confini di casa, nel 1970 è primo al Rally del Friuli e delle Alpi Orientali e al 999 Minuti, in entrambe le occasioni su Lancia Fulvia HF navigato da Daniele Audetto. Nel 1974 è primo alla Targa Florio su Lancia Stratos in coppia con Gérard Larrousse.

la scheda

AMILCARE BALLESTRIERI – BELIN… CHE ARTISTA

Autori: Luca Pazielli

Copertina: cartoncino plastificato

Pagine: 96

Immagini: 45 in bianco e nero di Actualfoto

Formato: 24 x 21 centimetri

Editore: Ephedis

Prezzo: 15 euro

ISBN: 978-2-9546389-2-8

Guarda il video