Articoli

Ford Escort, macchine vincenti: a cura di Davenport

Ford Escort A Winner's Car

La copertina di Ford Escort A Winner’s Car

Prima di presentarvi una delle ultime tre opere realizzate dal team McKlein Pubblishing vi racconto il retroscena. Ho appena finito di pubblicare la recensione dell’ultimo libro della loro collana, quello dedicato ai rally del 1967, appunto Rallying 1967. Soddisfatto, apro la mail e scrivo a Daniel Klein per avvisarlo, anche se lui già lo sapeva visto che è iscritto alla newsletter del blog e riceve tutte le mail sulle novità. Lo informo anche di altre idee che ho e lui mi risponde inviandomi una nota riservata con le sue ultime tre pubblicazioni in rampa di lancio: Ford Escort Winners Car, Rallying 1977, e Rallying 2018. Quando si dice la tempestività…

Così, posso presentarti in anteprima assoluta questo bellissimo libro dedicato alle Ford Escort Mk1 e Mk2. La frase che ti accoglie in quest’opera che promette di essere straordinaria è di Markku Alén. Quando gli si chiede di riassumere in due parole la Ford Escort, Alén ne usa cinque: ‘È l’auto del vincitore’. Infatti, è l’auto a trazione posteriore che ha trionfato in tutto il mondo, dal 1970 fino ai rally della Coppa del Mondo, all’East African Safari, sulla neve svedese e sulle velocissime prove speciali della Finlandia. Nell’evento di casa, il Rac Rally, le versioni Mk1 e Mk2 si sono dimostrate invincibili per otto anni.

Ma non ci sono solo i successi di piloti come Roger Clark, Timo Mäkinen, Hannu Mikkola, Ari Vatanen, Markku Alén o Björn Waldegård ad aver reso famosa la Escort. La macchina è affidabile, facile da controllare e quasi più facile da riparare, ed è quindi anche l’auto preferita di molte dozzine di piloti privati di successo. La prova, se ce ne fosse bisogno, è che le Escort centrano i primi dieci posti al Rally di Scozia del 1973. In breve, quasi nessun’altra vettura influenza i rally o goduto di tanto successo quanto la Ford Escort. Questo libro di 264 pagine riassume la storia completa delle Escort Mk1 e Mk2 nei rally, dalla prima concept del 1967 fino al titolo nel Campionato del Mondo Rally del 1981.

L’autore, il ‘solito’ John Davenport – il primo a guidare la Escort al suo debutto rallystico cinquant’anni fa, ha parlato con ben oltre testimoni contemporanei e ha scritto la storia di questa macchina in modo completo. Davenport descrive lo sviluppo in ordine cronologico, ma alleggerito da commenti e aneddoti interessanti. I testi sono accompagnati da oltre 500 foto in parte inedite e in parte mai viste. Mostrano la Escort nel leggendario laboratorio di Boreham, durante i test di sviluppo e, soprattutto, in azione in un’ampia varietà di livree.

La prima serie della Ford Escort, nota anche come Escort Mk1, viene presentata nel gennaio 1968 al Salone dell’Automobile di Bruxelles. Viene prodotta negli stabilimenti britannici del gruppo Ford e, successivamente, dapprima in quelli belgi e poi in quelli tedeschi per i mercati con guida a sinistra, e si caratterizza per una linea abbastanza morbida, di vaga ispirazione americana. Disponibile inizialmente nelle versioni berlina 2 porte e berlina 4 porte, la nuova Escort punta sull’affidabilità della semplice ma robusta meccanica: un solido motore a 4 cilindri con albero a camme laterale e distribuzione ad aste e bilancieri con trazione posteriore, una solida sospensione posteriore ad assale rigido con balestre a foglia ed un classico cambio manuale a 4 marce.

La storia (in breve) della Ford Escort Mk1 e Mk2

La copertina della serie speciale di Ford Escort A Winner's Car

La copertina della serie speciale di Ford Escort A Winner’s Car

Completa il quadro un impianto frenante a tamburi sulle quattro ruote. Sul mercato raccoglie l’eredità della storica Ford Anglia. All’esordio la Escort è disponibile con due motori, uno di 940 cc da 44 cavalli e uno di 1098 cc da 53 cavalli, due carrozzerie e due allestimenti: base (solo 940 cc) e De Luxe (940 e 1100 cc). Pochi mesi dopo il lancio arriva anche una versione familiare a tre porte, col solo motore 1100, sia in versione base che De Luxe. All’inizio del 1969 vengono introdotte la Escort GT (berlina, sia a 2 che a 4 porte), mossa da un 4 cilindri di 12098 cc da 76 cavalli, e la Escort 1.3 De Luxe (berlina e giardinetta), con motore 1298 cc da 59 cavalli.

Nel 1970 esce la RS 1600 (berlina solo due porte), con motore bialbero di 1601 cc da 110 cavalli, destinata ad una clientela sportiva. È il primo modello Ford caratterizzato dalla sigla RS (Rallye Sport), che in seguito caratterizza vari altri modelli. Per soddisfare anche un’utenza meno esigente, nel 1971 arriva la più tranquilla ed economica Mexico (solo berlina due porte), con un motore monoalbero da 86 cavalli, 4 cilindri di 1601 cc. Le 1300 GT prima e le RS 1600 poi fanno da base alle versioni impiegate con successo: due titoli iridati nel World Rally Championship. La produzione della Escort Mk1 cessa nel 1975 con la nuova Ford Escort RS1800. Lo stesso anno debuttò la Mk2, ovvero la seconda serie.

La Escort 2, uscita nel gennaio 1975 e sviluppata principalmente a Colonia dalla Ford Germania, la Mk1 era stata concepita dalla filiale Ford inglese, conserva interamente la solida meccanica della serie precedente, abbinandola però ad una carrozzeria completamente nuova, almeno per le berline. Proprio l’estetica è la parte più controversa della vettura. Si presenta con linee tese e squadrate, secondo la moda, e una coda fortemente discendente, quasi una fastback, in realtà l’impostazione è a tre volumi, con bagagliaio separato dall’abitacolo, senza portellone, e lascia un po’ perplessi. La gamma delle versioni disponibili della Ford Escort Mk2 all’atto del suo debutto ufficiale (1975) era molto più articolata rispetto a quella della precedente versione, poiché essa era disponibile in tre varianti, sei allestimenti e ben cinque motorizzazioni.

L’ampiezza dell’offerta, unita alla tradizionale fama di robustezza e affidabilità, costituisce una delle carte vincenti del modello, anche se con prestazioni modeste in rapporto alla cilindrata e con una tenuta di strada scarsa sul bagnato. Questa caratteristica, dovuta alla trazione posteriore e al retrotreno a ponte rigido, comune anche alla Mk1, è resa più evidente dall’arrivo sul mercato di concorrenti a trazione anteriore e retrotreno a ruote indipendenti, come Fiat 128, Renault 14, Alfa Romeo Alfasud, o interconnesse, come la Volkswagen Golf, che avevano un comportamento migliore. Pochi mesi dopo il debutto fu presentata la versione RS 1800, con motore bialbero di 1834 cc e 115 cavalli. Questa versione fa da base per quella impiegata nel Mondiale Rally.

Nel 1977 un leggero restyling, fari quadrati per tutte le versioni (escluse le Sport) nuova mascherina con marchio Ford nell’Ovale blu, modifiche di dettaglio agli interni, interessa l’intera gamma, da cui sparisce l’allestimento base per la berlina. Vengono introdotte anche le varianti 1.3 L, berlina due e quattro porte, e Wagon 1.1 L, e viene lanciata la RS 2000, equipaggiata con un bialbero DOHC di 1993 cc da 130 cavalli. Basata sulla RS 1800, la RS 2000 ha un frontale più pronunciato e dotato di quattro fari circolari e paraurti neri integrati. La RS 2000 fa da base per la versione che, impiegata nel Campionato del Mondo Rally, vince il titolo nel 1979. La Mk2 esce di produzione nel 1980. Ma dovrebbe essere chiaro perché John Davenport ha deciso di dedicarli un libro…

Sfoglia con noi il libro

Questo slideshow richiede JavaScript.

la scheda

FORD ESCORT WINNERS RALLY CAR

Autori: John Davenport, Reinhard Klein

Copertina: rigida

Pagine: 264

Immagini: 350 a colori, 156 in bianco e nero

Dimensioni: 24,5 x 30 centimetri

Editore: McKlein Pubblishing

Prezzo: 59,90 euro

Peso: 2,2 chilogrammi

ISBN: 978-3-9471560-8-5

Acquista: Non è ancora possibile acquistare l’opera

Guarda il video

Hannu Mikkola: numeri da rally of fame

Hannu Mikkola

Hannu Mikkola entra nella Rally of Fame nel 2011.

Ci sono uomini che lasciano il segno. A distanza di qualche decennio il suo nome incute ancora rispetto e le sue gesta si materializzano nella memoria di tanti “vecchi” appassionati. Hannu Mikkola da Joensuu, Finlandia, nato il 24 maggio 1942, non è un semplice pilota rally. È il campione del mondo rally nel 1983. Ed è uno di quei piloti che anche quando non ha vinto, in qualche modo è riuscito a stupire e a soddisfare il pubblico assiepato lungo le prove speciali dei rally mondiali. Attivo per oltre trent’anni nei rally, ha sulle spalle oltre centoventi partenze e diciotto vittorie nel Campionato del Mondo Rally tra il 1973 e il 1993.

Il suo periodo di maggior successo è quello a cavallo tra il 1981 e il 1987, che trascorre con Audi Sport. Tocca la vetta nel 1983, vincendo il titolo WRC con l’Audi Quattro. È vice campione del mondo tre volte, nel 1979, nel 1980 e nel 1984. Laureato in ingegneria, Mikkola sin da ragazzo sogna di diventare pilota di rally. Suo padre è amico di Osmo Kalpala, pilota di vertice negli anni Cinquanta, e nel 1958 Mikkola fa la sua conoscenza, cosa che lo spinge definitivamente a tentare la carriera di pilota. Prima va a scuola e impara e nel 1963 comincia correre privatamente nel campionato nazionale finlandese.

Negli anni seguenti gareggia su diverse auto: Simca 1500, Volkswagen 1500 S, Volvo 544, Volvo 122, Lancia Fulvia. Fa il suo debutto al Rally dei 1000 Laghi nel 1964 con una Volkswagen. Alla fine del 1965 Leo Yoki, uomo d’affari e grande mecenate di vari piloti finnici, decide di aiutarlo trovandogli degli sponsor e facendolo assumere come pilota della Volvo Finland. Nel 1966 Mikkola vince due rally nazionali in cui batte due noti piloti come Timo Makinen e Rauno Aaltonen. Cesare Fiorio, capo del Reparto Corse Lancia HF, affida a Mikkola una macchina per il Rally di Monte-Carlo 1967. Il finlandese si batte bene trovandosi al settimo posto assoluto prima dell’ultima prova sul Turini, ma lo smarrimento della tabella di marcia fa scattare la squalifica. Peccato.

Quell’anno, centra il suo primo podio al Rally dei 1000 Laghi, che vincerà nel 1968 con la Ford Escort Twin Cam. Nella stessa stagione, si aggiudica il Campionato Finlandese, arriva secondo all’Alpenfahrt con una Lancia e si fa notare con una buona prestazione all’Acropolis con una Volvo. I vertici della Ford lo ingaggiano, e Mikkola con una Escort vince la prestigiosa gara di casa, il Rally 1000 Laghi, gara in cui trionferà per ben sette volte in carriera: 1968, 1969, 1970 e 1974 con la Ford, 1975 con la Toyota e 1982-1983 con l’Audi. Un record eguagliato solo da Marcus Gronholm. Nel 1969 vince all’Alpenfahrt. Nel 1970 è primo all’Arctic Rally e trionfa alla massacrante maratona Londra-Mexico con una Ford Escort, una delle gare più lunghe di tutta la storia delle corse automobilistiche.

Nel 1972, sempre con la Ford Escort, diventa il primo europeo a vincere il Safari Rally. L’anno dopo Mikkola partecipa alla prima edizione del Campionato del Mondo Rally con tre vetture diverse: una Ford Escort RS 1600 a Monte-Carlo, Safari Rally e Rac Rally, una Peugeot 504 Ti al Rally del Marocco e una Volvo 142 al Rally 1000 Laghi. Il suo miglior risultato è stato il quarto posto al Rally di Monte-Carlo. Quella del 1974 è una delle stagioni clou con la quarta vittoria al Finlandia, prima nel vittoria WRC, con la Ford Escort RS 1600 insieme al navigatore John Davenport. Per la seconda vittoria del WRC deve aspettare fino al 1975 quando vince il Rally del Marocco, condividendo una Peugeot 504 con Jean Todt come suo navigatore. Lo stesso anno Mikkola trionfa nuovamente nel rally di casa, guidando una Toyota Corolla.

Mikkola nei rally come come un martello pneumatico

Nel 1975, oltre alla vittoria al 1000 Laghi con la Toyota, corre alcune gare con la squadra Fiat, secondo a Monte-Carlo e in Portogallo in coppia con Jean Todt, e vince in Marocco con la Peugeot, sempre con Todt. Nel 1976, Mikkola non ottiene vittorie. Quell’anno è segnato dall’inizio della sua collaborazione con Arne Hertz, che diventerà il suo copilota fino alla fine della carriera. Si chiude di nuovo senza vittorie importanti anche la stagione 1977 e, successivamente, diventa campione britannico 1978, vincendo anche il Rac, dove è destinato a vincere quattro volte. Nel 1978 torna alla vittoria in gare iridate col trionfo al Rac sull’Escort RS e perde in Portogallo negli ultimi chilometri dopo una bella lotta con Markku Alen. Nel 1979 viene istituito il Campionato del Mondo Rally Piloti: Mikkola vince quattro gare (Portogallo, Nuova Zelanda e Rac con la Ford, e poi Costa d’Avorio con la Mercedes, con cui è anche secondo al Safari), ma il titolo gli sfugge per un solo punto a vantaggio di Bjorn Waldegaard.

Nel 1980, correndo sempre con Ford e Mercedes, non vince nessun rally ma è di nuovo secondo in Campionato dietro a Rohrl. Sempre nel 1980 diventa collaudatore dell’Audi, che nel 1981 fa debuttare la prima macchina a trazione integrale nella storia dei rally, la Quattro. Hannu Mikkola ricopre un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’Audi quattro. Porta la prima vittoria alla casa tedesca nel 1981 al Rally di Svezia, ripetendosi al Rac e giungendo terzo nel Mondiale. La stagione successiva arriva nuovamente terzo nel Mondiale Piloti, con due vittorie (1000 Laghi e Rac) e due secondi posti, dietro alla sorprendente Michéle Mouton, che per poco non vince il Mondiale ai danni di Walter Rohrl.

Nel 1983 grazie ai sette podi, di cui quattro vittorie (Svezia, Portogallo, Argentina e 1000 Laghi) Mikkola si aggiudica il Mondiale Piloti. Ma l’Audi perde per soli due punti quello Costruttori, vinto dalla Lancia Rally 037. Inizia la stagione con un’Audi Quattro A1, con due vittorie in Svezia e Portogallo, e poi passa all’Audi Quattro A2, con altre due vittorie in Argentina e Finlandia, si aggiudica il titolo WRC Piloti. Il trionfo di Mikkola in Finlandia è la sua settima vittoria in quell’evento, confermandolo come detentore del record di lunga data. Ventiquattro anni dopo, Marcus Gronholm ha pareggiato quel numero, ma nessuno ha mai segnato otto vittorie in Finlandia.

Nel 1984, Mikkola rimane con Audi e combatte per il titolo, perdendo contro il suo compagno di squadra Stig Blomqvist. Mikkola vince in Portogallo e aggiunge altri sette podi nel suo palmares. Trascorre altre due stagioni guidando la mostruosa Audi Quattro Gruppo B, ma senza alcun notevole successo nel WRC. Il suo miglior risultato in quel periodo è il terzo posto nel 1986 al Rally Monte-Carlo. Dopo che le Gruppo B erano state bandite, Mikkola rimane con Audi per un’altra stagione, guidando la Audi A Gruppo A nel 1987 e segnando la sua ultima vittoria nel WRC al Safari Rally. Per la stagione WRC 1988, Mikkola entra nel Mazda Rally Team Europe, che schiera la Mazda 323 4WD. È navigato da a Christian Geisdorfer.

Raggiunge l’arrivo in un solo evento, facendo registrare il quarto posto in Portogallo. Mikkola rimane con Mazda fino al 1991 e ottiene buoni risultati, ma mai si avvicina ai tempi gloriosi. Arne Hertz torna a navigarlo nel 1990, mentre nel 1991 il suo copilota diventa Johnny Johansson. L’ultima stagione del WRC inizia nel 1993. Mikkola si ritira dal WRC nel 1992, all’età di 50 anni, ma torna a correre come pilota ospite in più di due eventi nel 1993. Nel febbraio 1993 guida la Subaru Legacy RS al Rally di Svezia, ma non termina la gara. Nell’agosto del 1993, disputa il suo ultimo evento WRC, in Finlandia, raggiungendo il settimo posto con la Toyota Celica Turbo 4WD.

Il suo co-pilota nell’ultima apparizione del WRC è Arne Hertz. Dopo il WRC, la successiva gara di Mikkola è stata la Londra-Mexico Rally del 1995, organizzata per celebrare il venticinquesimo anniversario della gara del 1970. Venticinque anni dopo la vittoria degli anni Settanta, Mikkola vince nuovamente con una Ford Escort. Cinque anni dopo, nel 2000, il finlandese prende parte alla Londra-Sydney, guidando la sua vecchia Ford Escort RS1600 del 1968. Nel corso degli anni, partecipa anche a molti rally storici. Numeri impressionanti che gli hanno fatto guadagnare un posto nella Rally Hall of Fame nel 2011, insieme al suo vecchio rivale Walter Röhrl. Durante la sua lunga carriera, gareggiato in 123 eventi WRC, ottiene più di 650 vittorie di tappa, 18 vittorie iridate e 44 podi nel WRC.

L’angolo di Hannu

I grandi rally degli anni ’70

I grandi rally degli anni '70

I grandi rally degli anni ’70.

Gli anni Settanta rappresentarono il punto di svolta del rallysmo internazionale: da sport per pochi appassionati, il rally si trasformò in un business miliardario, con tutte le case costruttrici di automobili coinvolte nella competizione. Le gare si fecero più accese, le prestazioni raggiunsero livelli inimmaginabili ed il rally divenne quello spettacolo che ancora oggi affascina milioni di tifosi. I grandi rally degli anni ’70, ci guida in quella giungla di prestazioni e interessi con immagini uniche.

Chi ama davvero questo sport, non può non guardare indietro a quegli anni di sfide eroiche per ammirare la guida dei primi, grandi piloti: Stig Blomqvist, Tommi Makinen, Hannu Mikkola, Sandro Munari. Chi non ricorda la splendida silhouette dell’Alpine Renault? Chi può scordare le imprese della mitica Fiat 131 Abarth? Chi non si emoziona rivedendo in azione la leggendaria Lancia Stratos?

Questo dvd, I grandi rally degli anni ’70, realizzato con eccezionali filmati di repertorio, racconta dieci anni di storia dei rally, con spettacolari sequenze di gara e rarissimi camera car. Una retrospettiva emozionante corredata da una serie di inserti speciali testuali nei quali potrai trovare le schede delle auto e dei piloti che hanno gareggiato in quegli anni. Il decennio del 1970 è particolare, perché i rally stanno per subire un importante cambiamento.

Ad esempio, sono gli anni in cui nasce il Campionato del Mondo Rally (World Rally Championship o WRC). Il Campionato Internazionale Marche per vetture da rally era nato nel 1970, ma doveva evolversi rapidamente per sopravvivere. Nel 1973, il nome divenne Campionato del Mondo Rally. In principio esisteva solo il titolo Costruttori, cosicché la classifica comprendeva inizialmente solo le Case automobilistiche che partecipavano al Mondiale.

Nel 1977 e 1978 si assegnò anche la Coppa Fia Piloti, mentre dal 1979 la classifica venne suddivisa in Campionato del Mondo Marche e Campionato del Mondo Piloti. Le macchine di quegli anni sono rimaste nel cuore degli appassionati perché alla fine, pur con tutte le modifiche del caso, erano molto simili a quelle con cui si portava a spasso la famiglia, con cui ti illudevi di affrontare il Safari o la speciale del Turini mentre, invece, stavi solo andando in ufficio o, se andava bene, all’università.

Un altro aspetto importante, è che proprio in quegli anni i rally hanno avuto nell’evoluzione delle auto che usiamo tutti i giorni: in genere si pensa che la vera fucina tecnologica sia la Formula 1, in realtà le innovazioni sono passate in moltissimi casi al vaglio delle auto da rally. Dalla trazione integrale alle sospensioni, fino ai controlli di trazione e ai turbo. Insomma, un mondo fatto di emozioni, di tecnologie, di uomini: non solo piloti, ma anche navigatori, meccanici, ingegneri e direttori sportivi. Un mondo fatto di macchine entrate nella leggenda, e fa un certo effetto scorrere l’albo d’oro del Mondiale Marche per scoprire che, dopo tanti anni, in vetta alla classifica con dieci titoli c’è ancora la Lancia.

In questo documentario ci sono emozioni, numeri e racconti che ti invitano a cercare nel pozzo dei ricordi, a scoprire ancora di più nella speranza che prima o poi si possa tornare a rivedere un Mondiale Rally come quello degli anni d’oro. Magari, avendo il coraggio di fare qualche passo indietro, di riavvicinare al grande pubblico le irraggiungibili macchine di oggi. La fine del Gruppo 4 sembrava destinata a segnare la fine di un’epoca, e invece iniziarono gli anni d’oro dei rally. Ma questo è un altro discorso…

la scheda

I GRANDI RALLY DEGLI ANNI ’70

Numero dischi: 1

Lingua: italiano

Durata: 100 minuti

Acquista