Richard Burns: un talento volato via presto

Richard Burns

Richard Burns, il campione del mondo inglese volato via troppo presto.

Il soprannome affibiatogli dai fans italiani era “Pel di Carota”. Richard Burns era un pilota vero, capace. Un campione. Uno dei pochi amici di Colin McRae. Burns è morto ad appena trentaquattro anni. Era stato campione del mondo rally, unico pilota inglese ad aver vinto il prestigioso titolo automobilistico, nel 2001. Si era operato ad aprile per rimuovere un tumore al cervello. Fino all’ultimo aveva tentato di continuare a gareggiare, ma nel 2003 era stato costretto all’addio quando era ancora in testa al WRC.

Una decisione sofferta, presa dopo essere svenuto mentre si trovava al volante della sua auto e si recava in Galles per un rally. Era appena tornato in Subaru, con cui aveva vinto il suo unico titolo iridato, con un contratto biennale, dopo essersi accasato nel 2002 in Peugeot. Nato a Reading il 17 gennaio 1971, passa a miglior vita a Westminster il 25 novembre 2005 a causa di un tumore al cervello che si manifesta drammaticamente con uno svenimento durante le ricognizioni del Rac Rally, ultimo appuntamento del Mondiale 2003 in cui l’inglese è ancora in lotta per il titolo grazie alla sua regolarità ad alto livello.

In quel momento è uno dei piloti del team Peugeot, ma ha già firmato un accordo per tornare in Subaru a partire dal 2004. Dopo lunghi mesi di inutili cure, l’inglese si opera nel mese di aprile 2005 per rimuovere la massa tumorale, ma alla fine dell’anno se ne va per sempre. In vita è uno dei pochi amici di Colin McRae e Valentino Rossi. Il suo copilota, praticamente da sempre, è Robert Reid. In totale, Burns disputa cento e cinque gare nel World Rally Championship ottenendo dieci vittorie assolute. Le sue prime esperienze di guida iniziano a otto anni con una vecchia Triumph 2000.

A undici si iscrive all’“Under 17 Car Club”, e diviene “Guidatore dell’anno 1984”. Ma la svolta vera e propria avviene due anni dopo, quando suo padre lo iscrive alla “Rally School Jan Churchill’s Welsh Forest” dove Richard ha occasione di guidare una Ford Escort per un giorno intero, capendo che quello sarebbe stato il suo futuro. Nel 1990, avviene la sua prima apparizione nel Mondiale Rally, nella gara di casa, con una Peugeot 205 GTi. Con quella stessa vettura, lo stesso anno, prende parte al Peugeot Challenge.

Nel 1991 inizia la collaborazione con Robert Reid, che diviene il suo copilota fino alla sua ultima gara. Nel 1993 entra a far parte del Subaru World Rally Team nel British Rally Championship e ha come compagno di squadra di Alister McRae, fratello di Colin. Vince quattro gare e il titolo, diventando il più giovane campione nazionale inglese. Non trovando spazio in pianta stabile nel Mondiale Rally con il team Subaru, accetta la corte del team Ralliart e nel 1996 corre con la Mitsubishi Carisma GT con un programma composto da alcune gare iridate ed alcune del Campionato Asia-Pacifico. Le ottime prove saranno il suo biglietto da visita per l’ingresso in pianta stabile nel massimo campionato dove, nel 1997, ottiene la seconda piazza al Safari.

Nel 1998 arriva la prima vittoria iridata, sempre al Safari e sempre su Mitsubishi Carisma GT, bissata a fine stagione dalla vittoria al Rally di Gran Bretagna. Nel 1999 torna in Subaru ed è impegnato a tempo pieno nel WRC, confrontandosi con un campione quale è Juha Kankkunen, suo compagno di squadra. Con la Subaru raggiunge l’apice della sua carriera ottenendo in tre anni otto vittorie in rally iridati. In tre stagioni conclude per due volte al secondo posto della classifica del Mondiale Piloti, nel 1999 e nel 2000, e una volta al primo posto, nel 2001. Nonostante un’unica vittoria al Rally di Nuova Zelanda, fa suo il titolo iridato grazie a una serie di ottimi piazzamenti ottenuti durante tutto l’arco della stagione.

Nel 2002 viene ingaggiato dalla Peugeot. Nel team francese subisce e patisce molto la concorrenza interna dei compagni di squadra Marcus Gronholm, sui tracciati sterrati, e Gilles Panizzi, sull’asfalto. Conclude il WRC al quinto posto e con cinque podi contribuisce alla vittoria della squadra francese nel Mondiale Marche. L’anno seguente si arriva al Rac, ultima prova della stagione iridata, con Burns che ha guidato la classifica piloti del WRC per buona parte della stagione ed è ancora in corsa per la conquista del titolo nonostante non abbia mai vinto. Alla vigilia dell’evento rimane vittima di una sorta di “blackout”, proprio mentre si trova al volante della sua vettura. Viene escluso dalla gara in attesa di accertamenti medici, che diagnosticano la presenza di un astrocitoma, una forma di tumore al cervello. Lotta con tutto se stesso per sopravvivere, ma purtroppo i suoi sforzi vengono vanificati da questo male terribile il 25 novembre 2005.

L’angolo di Richard