World Cup Rally, storia di un rally pazzesco

World Cup Rally, storia di un rally pazzesco

La copertina del libro di Graham Robson.

Dopo il primo rally intercontinentale, la Londra-Sydney del 1968, c’era un entusiasmo diffuso per un “test” ancora più difficile da fare, quello della World Cup Rally, un rally con una storia pazzesca. Si avvicinava la Coppa del Mondo di Calcio in Messico. Siamo nel 1970. Nell’anno in cui il Congo-Brazzaville adotta una nuova costituzione di stampo marxista e muta il suo nome in Repubblica Popolare del Congo e i i Beatles si riuniscono per l’ultima volta in uno studio di registrazione per concludere l’incisione dell’album Let it Be, il giorno dopo nello Yunnan un terremoto di 7.7 gradi della scala Richter causa oltre quindicimila vittime.

Sempre quell’anno, a febbraio, i giapponesi lanciano nello spazio Ōsumi, il primo satellite creato dalla nazione nipponica, utilizzando il razzo vettore Lambda e a marzo al Salone di Ginevra Citroën presenta la SM. Ad aprile si sciolgono i Beatles, mentre pochi giorni dopo i sei stati della Cee firmano il Trattato di Lussemburgo. E il 31 maggio, proprio mentre una violenta scossa di terremoto colpisce la città di Yungay, provocando almeno settantamila vittime, a Città del Messico prendono il via i Mondiali di Calcio.

Quella vetrina, quella della Coppa del Mondo di Calcio in Messico, rappresentava stata l’occasione perfetta per organizzare una sfida parallela e molto più dura: la World Cup Rally. Gli organizzatori John Sprinzel e John Brown hanno ottenuto la sponsorizzazione dal Daily Mirror e hanno pianificato un evento unico ad alta velocità della durata di sei settimane, che copriva sedici miglia da Londra a Città del Messico attraverso alcuni dei più vari, tortuosi e difficili terreni dei tre continenti.

Lo scopo del rally, classificato in realtà come “Marathon Motor Rally”, visto che attraversava tre continenti, era quello di premiare chi faceva meno penalità lungo il lunghissimo percorso tra Londra, che aveva ospitato la Coppa del Mondo del 1966, e Città del Messico, che avrebbe ricevuto la Coppa nel 1970. I concorrenti dovevano attraversare non meno di ventiquattro Stati su un tracciato circa venticinquemila settecentosettanta chilometri. Ai fini comparativi, nel 2010 la Dakar Rally, oggi considerato il più difficile del mondo, aveva poco più di novemila chilometri di tracciato.

La Ford, che già stava vivendo un momento molto positivo nei rally, grazie alle vittorie della Escort TC tra il 1968 e il 1969, decise di mettere sul piatto ogni risorsa per vincere questa gara e già nel 1968 ingaggiò il finlandese Mikkola, destinato a diventare campione del mondo 1983 con l’Audi. Le auto partecipanti erano sostanzialmente di serie, con alcune modifiche minori che le rendevano più resistenti sulla lunga percorrenza. Tra le centosei squadre iscritte, novantasei partivano dallo stadio di Wembley a Londra il 19 aprile del 1970. Alla fine ne arrivarono solo ventitré allo stadio Azteca di Città del Messico. Era il 27 maggio 1970, quattro giorni prima della partita inaugurale tra Messico e Unione Sovietica.

Dopo la Londra-Sydney, la World Cup Rally

World Cup Rally, storia di un rally pazzesco

La locandina della World Cup Rally.

Team come Ford e British Leyland hanno speso enormi somme scegliendo e sviluppando nuove auto, completando sondaggi di percorso lunghi mesi e analizzando ogni dettaglio. Nonostante tutto, su oltre cento vetture al via, solo ventitré sono arrivate al traguardo. Fu, e rimane, il rally più duro di tutti i tempi. Oltre alla Ford con le Escort 1850GT e alla Bmc con le Triumph 2.5 PI presero il via molte altre vetture come Citroen, Morris, Austin, Bmw, Mercedes, addirittura delle Moskvich sovietiche, ed auto più pittoresche come un Buggy Volkswagen e due Rolls Royce.

La partenza fu data, appunto, dallo stadio di Wembley con una cerimonia molto festosa, e le auto raggiunsero Dover e quindi la Francia, il percorso europeo, benché lungo oltre settemila e duecento chilometri, venne considerato poco più di un allenamento, in attesa delle certamente più impegnative prove sudamericane. Le vetture attraversarono tutta l’europa fino alla Bulgaria, e quindi tornarono indietro e la prima sosta di riposo fu prevista a Milano, da qui si prosegui verso Lisbona ma solo settantuno auto raggiunsero la città portoghese, molte furono fermate da guasti, incidenti e squalifiche.

Non mancarono episodi di concorrenti trovatisi in una sparatoria a un passaggio di frontiera, molti altri concorrenti si ritirano in questa fase perché fuori tempo o privi di assistenza meccanica, l’unico a non avere problemi nonostante l’insidia del percorso è Hannu Mikkola. Niente riesce a fermarlo fossi, animali sul percorso, nuvole di polvere che rendono la visibilità nulla, Mikkola guidò cosi veloce da provocare le proteste del suo navigatore Gunnar Palm, al punto che minacciò di abbandonare l’auto se non si fosse dato una calmata. Infatti, a vincere fu Hannu Mikkola, con la Ford Escort 1850GT, seguito da Culchet, Aaltonen, Hopkirk e Makinen.

Questo libro, scritto in inglese da Graham Robson per Veloce Pubblishing, ora ristampato in brossura, racconta la storia completa della gara. Per la prima volta, il libro è stato pubblicato in occasione del quarantesimo anniversario del World Rally Cup, tra aprile e maggio del 2010 ed aveva la copertina rigida (di cui si trovano ancora copie). All’interno del volume sono custodite illustrazioni, mappe e grafici che mostrano lo scopo del rally.

Graham Robson era molto coinvolto nel rally e conosceva personalmente la maggior parte dei concorrenti, le auto da rally e le strategie di rally dei principali Costruttori e team. Inoltre, per realizzare questo libro Robson ha intervistato molti di coloro che sono stati coinvolti nella manifestazione. Robson sostiene che la World Cup Rally del 1970 è stato il rally automobilistico più duro mai tenuto. Potrebbe avere ragione, ma non c’è dubbio che questo è un libro interessante e godereccio.

Se è di tuo gradimento, puoi acquistare il libro direttamente dal blog “Libri di Rally” al miglior prezzo, oltre che con le garanzie e la formula soddisfatti o rimborsati di Amazon. Al fondo della scheda trovi l’apposita finestra per procedere all’acquisto.

la scheda

THE DAILY MIRROR WORLD CUP RALLY 40

Autore: Graham Robson

Copertina: rigida

Pagine: 208

Immagini: 237 bianco e nero e a colori

Formato: 25 x 25 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: da 29 (formato ebook) a 52 euro (formato cartaceo)

Peso: 762 grammi

ISBN: 978-1-7871122-8-5

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